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Rosy Bindi contestata con riso e brillantini: a Bologna la protesta del mondo gay

  • Repubblica.it

Ha certamente una sua valenza politica, oltre ad un impatto scenico molto forte, l’accoglienza parecchio rumorosa e colorata riservata a Rosy Bindi alla Festa dell'Unità: la presidente del Partito democratico è stata inondata da riso e glitter color argento al suo arrivo al Parco nord di Bologna. La trovata creativa è stata realizzata dalle associazioni per i diritti gay in segno di protesta contro le recenti posizioni della vicepresidente della Camera in merito alle nozze omosessuali. Ma anziché animare cortei e contestazioni, l’Arcigay emiliana, con Agedo, Arcilesbica e Famiglie arcobaleno, ha inscenato il dissenso, per così dire, in modo piuttosto glamour.

Rosy Bindi contestata dalle associazioni gay: guarda il video

Ospite della serata conclusiva alla festa del quotidiano del Pd, Rosy Bindi è stata accolta da una pioggia di brillantini e chicchi di riso come se fosse una sposa. E c’è da dire che ha incassato il benvenuto con grande non chalance: "Vi ringrazio molto, vi ringrazio molto", avrebbe detto ai suoi contestatori. Dopo l’iniziale imbarazzo, la leader Pd ha liquidato l’incursione con una battuta, cavandosela con un po’ di autoironia: "Mi avete fatto provare l'ebbrezza delle nozze ma non mi sono sposata".

Rosy Bindi contro i matrimoni gay

Un episodio che comunque ha condizionato il resto della serata, visto che la Bindi è stata costretta a proseguire la sua ospitata in condizioni non proprio presentabili: sporca di glitter e piena di riso tra i capelli e sui vestiti, ha dovuto partecipare al dibattito conclusivo della Festa. Nel corso della serata la presidente Pd non ha rinunciato a rivendicare le sue posizioni come legittime (a favore del riconoscimento delle coppie di fatto ma non dei matrimoni omosessuali) e a stigmatizzare le proteste delle associazioni gay: "Non capisco perché nel momento in cui si fa un passo avanti si debbano creare delle contestazioni che magari rischiano di far fare un passo indietro non a me, non al partito, ma all'opinione pubblica del Paese. Se qualcuno non è convinto riponga il problema e rivolga questa domanda direttamente al segretario del partito".

Ma la contestazione della comunità Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender, è andata ben oltre lascenografica eruzione di brillantini: le associazioni hanno stilato un vero e proprio documento di denuncia delle "bugie della Bindi", con l’obiettivo di confutare la tesi che vorrebbe le nozze gay come contrarie alla Costituzione. Piuttosto, rivendicano i manifestanti, ci si impegni per garantire l’effettiva uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge così come sancito dall’art. 3 della Carta repubblicana, permettendo di consacrere le unioni tra persone dello stesso sesso alla stregua di quanto avviene per gli eterosessuali. Così come si prenda coscienza che non esiste una definizione universale di famiglia, né nella Costituzione, né nelle pronunce della Suprema Corte.

Un tema, quello dei matrimoni omosessuali, già al centro della Festa del PD di Reggio Emilia, che animò lo scontro tra la stessa Bindi e Nichi Vendola, il presidente della regione Puglia dichiaratamente omosesuale: all'espressione del desiderio del leader di Sel di poter convolare a nozze con il suo compagno, la Bindi aveva opposto l’ipotesi di regolare con una legge le unioni di fatto, definendo però non realizzabile il matrimonio tra persone dello stesso sesso. E certamente il tema tornerà d’attualità nel bel mezzo della confusa ed incandescente campagna per le primarie del centrosinistra.

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