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Rottura Fini-Berlusconi: talk show no, approfondimenti tg sì

La crisi interna alla maggioranza di governo ha messo in difficoltà la Rai che, in occasione dell'estate, ha interrotto qualsiasi trasmissione di approfondimento politico ma si è trovata ad un punto morto: come seguire, in maniera corretta, ciò che sta accadendo?

La fotostory dell'affaire Fini-Berlusconi

Per capire come procedere è stato convocato un vertice a Viale Mazzini nel corso del quale si è parlato della possibilità di affrontare in maniera più approfondita la questione politica anche in estate vista la delicatezza della situazione attuale.

La Rai aveva diramato una nota in cui spiegava che era necessario 'un approfondimento sugli impegni della comunicazione del gestore del servizio pubblico radiotelevisivo in relazione agli sviluppi della situazione politica nazionale'.

Si è vagliata dunque la possibilità di informare i cittadini con i classici talk show simili a quelli invernali che potranno essere gli stessi, da Ballarò a Porta a Porta e via dicendo.

Ma la decisione di oggi, presa dai direttori di Tg1, Tg2, Tg3, Rainews24, GrRai, è stata quella di non proporre i talk show bensì di realizzare delle finestre di approfondimento all'interno dei telegiornali.

A spiegare il perché di questa decisone è, in una nota, il dg Mauro Masi: 'Dall'incontro è emersa la volontà e la concreta possibilità di tutte le testate di gestire nei propri rispettivi ambiti di competenza gli approfondimenti di informazione che la situazione politica richiede. I direttori delle testate potranno chiedere ampliamenti degli spazi previsti e, ove ritenuto necessario, anche variazioni di orario nei palinsesti. Le richieste di approfondimento verranno presentate a partire da oggi stesso alla vicedirezione generale per il coordinamento dell'offerta radiotelevisiva che le sottoporrà con le proprie valutazioni al direttore generale. Questa soluzione, oltre ad essere coerente con specifici precedenti analoghi, permette di garantire il pluralismo e il dovuto equilibrio informativo del gestore del servizio pubblico radiotelevisivo'.

Il direttore del Tg1, Augusto Minzolini, ha spiegato che 'è previsto un allungamento della durata del tg per consentire approfondimenti'.

Dispiaciuto il direttore di Rai 3: 'Prendo atto con dispiacere - afferma Paolo Ruffini - che in una riunione alla quale non sono stato invitato è stato deciso di vietare a Rai3 di mandare in onda al posto di una replica del circo uno speciale di Ballarò. Lo speciale di Ballarò era praticamente pronto. Ci sarebbero stati i servizi filmati, ed ospiti di primo piano che avrebbero garantito un ampio dibattito. Ci sarebbe stata anche la copertina di Crozza. Mancava il via libera alla messa in onda. Ma quello non dipendeva e non dipende da noi. Peccato!'.

Sulla stessa linea anche il conduttore di Ballarò, Giovanni Floris: 'Peccato, un vero peccato, sarebbe stata una puntata rigorosa ed equilibrata. Ci scusiamo con gli ospiti che avevano accettato il nostro invito, ci scusiamo con chi lavorando sodo aveva reso possibile la realizzazione di una puntata con pochi giorni di lavoro, a cavallo tra luglio e agosto. Ma se dobbiamo andare in vacanza, ci andiamo. Arrivederci a settembre'.

 (foto © LaPresse)

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