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Russia, indipendenza ad Ossezia e Abkhazia. Spettro guerra fredda

Il presidente russo, Dmitri Medvedev, ha riconosciuto l'indipendenza di Abkhazia e Ossezia del Sud e adesso è pronto a garantirne la sicurezza in caso di attacchi.

La crisi è aperta e il presidente russo, a tal proposito, ha scritto una lettera al presidente americano George W. Bush, al presidente francese Nicolas Sarkozy, al cancelliere tedesco Angela Merkel e al presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi.

Il presidente della Georgia, Mikhail Saakashvili, è subito intervenuto e, in un discorso trasmesso in diretta alla televisione di stato, ha detto: "La decisione di riconoscere le due repubbliche è completamente illegale. La Georgia lotterà pacificamente contro il male per ristabilire la propria integrità territoriale". Saakashvili ha inoltre chiesto alla Nato e all'Unione Europea di accolgliere quanto prima Tbilisi, capitale della Georgia.

L'indipendenza delle due Repubbliche separatiste apre scenari imprevedibili che vedono contrapposte Russia e Occidente. Stati Uniti, Nato, Francia (ora presidente di turno dell'Unione Europea), Onu, Gran Bretagna, Germania, hanno condannato la decisione della Russia sostenendo l'integrità territoriale della Georgia. Medvedev ha detto di non temere una guerra fredda, ma di non cercarla.

L'indipendenza di Abkhazia e Ossezia, che hanno accolto la notizia con fuochi d'artificio e spari in aria, è stata così annunciata dal presidente russo: "Tenendo conto della libera volontà espressa dal popolo abkhazo e osseto, ispirandosi allo statuto dell’Onu, alla dichiarazione del 1970 sui principi del diritto internazionale riguardanti i rapporti di amicizia tra gli Stati, all’atto finale di Helsinki del 1975 e ad altri fondamentali documenti internazionali, ho firmato i decreti sul riconoscimento da parte della Federazione russa dell’indipendenza dell’Ossezia del Sud e dell’Abkhazia. Non è stata una scelta facile, ma è l’unico modo di salvare vite".

Medvedev ha anche fatto sapere di non escludere "una risposta militare" nel caso in cui venga realizzato lo scudo missilistico americano nell'Europa centro-orientale e il ministro degli Esteri, Serghei Lavrov, ha affermato: "Non posso né voglio indovinare quale pretesto potrebbero usare i nostri oppositori per varare sanzioni contro di noi, ma la Russia è un Paese autosufficiente e i tentativi di frenare la realizzazione dei nostri ambiziosi piani per lo sviluppo socio-economico russo non avranno alcun risultato".

Dal Texas, in un comunicato, Bush ha detto: "Questa decisione è incoerente con numerose risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che la Russia ha votato in passato, ed è incoerente con l'accordo in sei punti di cessate il fuoco mediato dalla Francia che il presidente Medvedev ha firmato".

In Italia il ministro degli Esteri, Franco Frattini, che il 4 settembre si recherà in Georgia, ha commentato la decisione del presidente russo affermando che "una balcanizzazione del Caucaso ci deve seriamente preoccupare".

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