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Sabina Began, lacrime al processo escort di Bari: 'Amavo Silvio Berlusconi, uomo meraviglioso'

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Non ha retto all’emozione nell’ultima udienza del processo sul presunto giro di escort nelle residenze dell’ex premier Silvio Berlusconi l’imputata Sabina Began, nota al pubblico informato di cronache politico-giudiziarie degli ultimi anni come “l’ape regina e sotto accusa a Bari per il sospetto reclutamento di ragazze della “scuderia” dell’imprenditore pugliese Giampaolo Tarantini con destinazione Palazzo Grazioli.

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“Un uomo meraviglioso che ho amato tanto”, così definisce il leader di Forza Italia la quarantunenne di origini bosniache rinviata a giudizio due anni fa e adesso in attesa della sentenza della magistratura barese insieme ad altre 6 persone ritenute dai pm responsabili a vario titolo di reati come favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione ma anche associazione a delinquere.

Prima delle arringhe difensive dei legali di tutti gli imputati, la Began è stata chiamata a rilasciare dichiarazioni spontanee in tribunale di fronte ai magistrati nell’udienza finale del processo escort: l’occasione è servita all’attrice esteuropea per puntualizzare la natura delle cene e delle serate a Palazzo Grazioli e il rapporto della stessa con le giovani ospiti di casa Berlusconi, non senza attimi di commozione ed interruzioni dell’intervento.

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“Chiedo perdono a Dio e mi pento” ha dichiarato l’amica fidata dell’allora presidente del Consiglio faticando a concludere un discorso spezzato in più fasi dalle lacrime e comunque pieno di riferimenti precisi a fatti e circostanze oggetto dell’inchiesta sulle escort del giro di Tarantini nell’abitazione romana del capo del centrodestra.

“Volevo soltanto difendere il Presidente e quando si ama una persona gli si dedica la vita” si è spinta ad assicurare la cosiddetta ape regina giurando davanti alla corte di non aver mai avuto bisogno di “far prostituire giovani per guadagnare” pur avendo “organizzato tante cene” per Silvio Berlusconi.

Tre gli anni di reclusione chiesti dalla pubblica accusa nei confronti di Sabina Began, difesa in giudizio dall’avvocato Fabrizia Siggia che oggi ha ribadito l’estraneità della sua assistita rispetto alle accuse rimaste a galla nei due anni di attività processuali culminate nell’udienza conclusiva di stamattina a Bari.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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