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Sallusti, arresti domiciliari e polemica con i colleghi: "Infami"

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Scaduti ieri i 30 giorni di sospensione della pena di 14 mesi di reclusione per diffamazione, Alessandro Sallusti - direttore de Il Giornale - ha "ricevuto ordine di arresto domiciliare", come da lui stesso scritto su Twitter. La decisione è stata presa dal procuratore capo di Milano, Edmondo Bruti Liberati "ricorrendo le condizioni per l'esecuzione della pena detentiva presso il domicilio", sulla base del cosiddetto 'decreto svuotacarceri'. L'ultima parola in merito, tuttavia, spetterà al magistrato di sorveglianza, che ha tempo cinque giorni per accogliere o respingere la richiesta.

Sallusti condannato a 14 mesi di carcere

La notizia è immediatamente rimbalzata sulle principali testate nazionali, portando con sè però una lunga coda di polemiche. Sallusti infatti se l'è presa con i colleghi giornalisti, definendoli "infami" per "quello che stanno scrivendo": "Salvata la pelle, perché giustamente è stato bocciato quel disegno di legge infame, adesso escono allo scoperto. I giornali questa mattina trasudano odio nei miei confronti, compiacimento per quello che mi è successo e ironia sul fatto che invece di andare a San Vittore probabilmente starò a casa", ha detto ieri alla trasmissione di Mediaset MattinoCinque, riferendosi al fatto che tutti i giornali hanno riportato che non solo sarebbe stato lui a chiedere i domiciliari, ma che avrebbe anche espresso la condizione di trascorrerli a casa della compagna, Daniela Santanchè.

E proprio in merito a quest'ultimo punto, il direttore si è scagliato contro La Stampa, che "ha fatto una cosa vergognosa: ha pubblicato una mezza pagina raccontando il lusso della presunta casa in cui dovrei andare a trascorrere i 14 mesi di domiciliari". E per quanto riguarda il quotidiano torinese, ieri è anche stata depositata una denuncia-querela da parte di Daniela Santanchè nei confronti del direttore Mario Calabresi e del giornalista autore dell'articolo 'incriminato', Un 'domicilio' da 920 metri quadri con piscina coperta e letto king size, pubblicato a mezza pagina con tanto di foto. Per l'avvocato della pasionaria del Pdl, Annamaria Bernardini de Pace, il pezzo infatti "si pone in gravissima violazione del decreto 196/03 che tutela la privacy, descrivendo ubicazione e caratteristiche interne ed esterne dell'abitazione della signora Santanchè, nella quale vive pure il figlio minorenne".

Sallusti comunque ha avuto parole molto dure anche nei confronti de Il Corriere della Sera, il Fatto Quotidiano e la Repubblica, ribadendo di non aver chiesto lui di scontare i domiciliari, tantomeno a casa della compagna e aggiungendo che il magistrato di sorveglianza potrebbe decidere per il carcere, dal momento che "è evidente che la motivazione con cui mi hanno dato i domiciliari non regge, dal punto di vista giuridico", ma che si tratta di "un tentativo della magistratura non di salvare me, ma se stessa da una figura veramente meschina che farebbe ridere tutto il mondo". Il giornalista ha poi auspicato che "Monti e Severino trovino il coraggio di un decreto legge che sani e risolva questa situazione" e ha concluso spiegando che la sua unica richiesta è stata quella di poter continuare a lavorare.

Nel marasma delle polemiche, infine, ieri c'è stato anche tempo per un battibecco via Twitter con Angelino Alfano, accusato di non aver "proferito parola su mio arresto". "E' questo il leader del futuro partito dei liberali italiani?" ha chiesto Sallusti. Immediata la replica del segretario del Pdl, che ha risposto con un comunicato stampa, twittato poi al giornalista, che però non ha apprezzato: "Grazie per un comunicato. Le libertà sono cose da ufficio stampa. Mettere faccia è troppo? Urlare eccessivo? Bastava telefonata".

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