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Sallusti condannato per Renato Farina: "Sono io Dreyfus"

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La condanna di Alessandro Sallusti - che comunque non andrà in carcere, perché la pena è stata sospesa "per mancanza di accumuli e recidive" - sta animando i media tradizionali e la rete, ma come se non bastasse, nella puntata di Porta a Porta di ieri nuove rivelazioni sono arrivate ad agitare le già torbide acque della vicenda.

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A ricostruire i fatti è il sito di Pubblico, che racconta che quando ormai stanno scorrendo i titoli di coda Vespa si rivolge a Vittorio Feltri - ospite in studio - e gli chiede un'opinione sul caso del direttore de Il Giornale, per il quale scrive anche lui. L'editorialista prima se la prende con "tutti i politici di destra e di sinistra che, in sessant’anni, non hanno abrogato una liberticida legge fascista" e poi 'sgancia' la bomba, rivelando l'identità del giornalista il cui articolo è costato la condanna del direttore.

"Avevo sperato che avesse lui il coraggio di farsi avanti. Adesso questo nome voglio farlo io, lo fanno molti. Ma è bene che sia conosciuto da tutti: si tratta di Renato Farina" tuona Vittorio Feltri. Il 'Dreyfus' che scrivendo dell'aborto di una ragazzina tredicenne ha provocato la reazione di un giudice torinese che si è sentito diffamato e ha dato il via alla vicenda giudiziaria che ha portato Sallusti fin sulla soglia del carcere è dunque uno dei discepoli dello stesso Feltri, con il quale ha collaborato strettamente sia a Il Giornale che a Libero.

Una rivelazione che a telecamere spente porta Vespa ad avvicinarsi a Feltri per chiedergli perché la decisione di 'smascherare' il collega. La reazione del giornalista è veemente: "L'ho difeso tutta la vita, speravo che avesse un minimo di coraggio, invece è un vigliacco. Speravo si prendesse le sua responsabilità. Non si è verificata né una cosa né un'altra. È semplicemente un pezzo di merda e Alessandro (Sallusti) sta pagando con un grandissimo coraggio per una colpa che non è sua".

La vicenda sembrava destinata a morire così, se non fosse che questa mattina c'è stato un colpo di scena: Renato Farina - che è eletto nelle liste del Pdl e dunque gode dell'immunità parlamentare che, diversamente dal direttore de Il Giornale, gli avrebbe evitato l'arresto - si è presentato alla Camera e ha chiesto la parola, assumendosi la responsabilità dei fatti e chiedendo al Capo dello Stato la grazia per il direttore.

"Sallusti potrebbe finire in prigione per un errore giudiziario. Il testo a firma Dreyfus l'ho scritto io e me ne assumo responsabilità morale e giuridica" ha dichiarato il giornalista e politico, aggiungendo di chiedere "per Sallusti la grazia del capo dello Stato" o in alternativa la "revisione del processo". "Non ho detto nulla prima perché prima dell’articolo di Feltri sul Giornale non sapevo nulla, neanche che quell'articolo fosse stato querelato" si è difeso Farina, aggiungendo: "Dicendo che Dreyfus ero io, avrei creato ancora più problemi a Sallusti visto che a suo tempo aveva dichiarato che non ero io ma una firma collettiva, come l'elefantino per il Foglio".

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Al termine del discorso del deputato Pdl la seduta è stata sospesa e ora l'attesa è per le decisioni che scaturiranno da questa confessione. Resta comunque il fatto - sottolineato da diversi utenti su Twitter - che Farina è un personaggio controverso, radiato dall'Ordine dei giornalisti per la sua collaborazione con i Servizi Segreti e un coinvolgimento nel caso Abu Omar, ma poi 'riabilitato' perché si era già dimesso spontaneamente quando era stato raggiunto dal provvedimento. La 'leggerezza' di Sallusti nel lasciare uscire senza controllo un suo articolo è dunque uno degli aspetti più criticati dalla rete, insieme a 'un certo modo' di fare giornalismo.

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