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Sallusti in carcere, l'emendamento sulla diffamazione passa in Senato

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Sì al carcere per Alessandro Sallusti: l'emendamento alla legge sulla diffamazione è stato approvato ieri in Senato. La modifica è passata con 131 voti a favore, 94 contrari e 20 astenuti. Il direttore de "Il Giornale" era stato condannato in via definitiva a 14 mesi di reclusione per aver diffamato un giudice attribuendogli un fatto specifico falso (cioè di aver fatto abortire una minorenne) e mai smentito. La sentenza dovrebbe essere eseguita tra il 18 e il 24 novembre.

Così Palazzo Madama con uno scrutinio segreto accoglie favorevolmente il provvedimento proposto dalla Lega, appoggiato dall'Api di Francesco Rutelli, che prevede il carcere fino a un anno (in alternativa a multe da 5mila a 50mila euro) per chi diffama a mezzo stampa con l'attribuzione di un fatto preciso. Idv, Pd e Udc dopo l'esito della votazione hanno chiesto al Presidente del Senato di sospendere i lavori per capire come procedere sul ddl. Schifani ha ritenuto necessaria una riflessione: stop accordato, i lavori riprendereanno oggi alle 12.30 e i capigruppo dovranno riunirsi in conferenza per capire come procedere.

Il relatore dell'emendamento, Filippo Berselli (Pdl), presidente della commissione Giustizia del Senato, raggiunto dai microfoni di Rainews24 ai margini della consultazione precisa che "si tratta di un voto trasversale contro la stampa un voto di pancia e non di cervello". Arriva anche una spiegazione dalla Lega, attraverso il suo segretario Roberto Maroni: "Il nostro era un emendamento provocazione - dice Maroni - i giornalisti non finiranno in carcere".

Nonostante le rassicurazioni di Berselli e Maroni resta il fatto che se la nuova legge non escluderà totalmente la pena del carcere non potranno essere annullati gli effetti di una sentenza passata in giudicato. Salta così la salva-Sallusti. Il direttore de "Il Giornale" commenta su Twitter la decisione di palazzo Madama: "‏@alesallusti Mi sento meno solo. Con la legge approvata dal Senato a San Vittore finiremo in tanti". Il giornalista lancia un appello agli Onorevoli: "Imploro la Camera che stia lontana dal tema".

Durissimo il giudizio della Federazione Nazionale della Stampa Italiana: "I malpancisti forcaioli dietro il muretto a secco del voto segreto chiesto da Lega e Api, hanno scritto una pagina vergognosa votando per la reintroduzione del carcere per i giornalisti, che veniva cancellato da una proposta di riforma dell'attuale normativa". E ancora: "La legge in discussione sulla modifica delle norme per i reati a mezzo stampa, a questo punto, non ha più alcun senso: è peggiorativa rispetto alla precedente ed è in totale contrasto con la giurisprudenza europea".

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