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Salva-La Russa: sì all'emendamento al Dl Liste. E' caos in Parlamento

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Le battute finali della legislatura sono segnate dal caos in Parlamento per l'approvazione del Decreto legge sulle liste elettorali: la commissione Affari Costituzionali della Camera ha espresso parere favorevole all'emendamento al testo che è stato ribattezzato "salva-La Russa" o anche "salva Centrodestra nazionale" e che adesso passerà all'esame della Camera.

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La norma in questione prevede che non debba raccogliere le firme chi ha un gruppo in una delle due Camere al 20 dicembre: un emendamento che favorisce il coordinatore del Pdl Ignazio La Russa in rotta con il partito, che proprio in queste ore sta formando il suo gruppo. La proposta prevede che la possibilità di essere esonerati dalla raccolta delle firme si applichi anche a "partiti e movimenti che alla data del 20 dicembre siano costituiti in gruppo parlamentare" in uno dei due rami del Parlamento. Una formula che ha scatenato lo scontro in Aula tra Pd e lo stesso La Russa.

In sostanza, se la Camera dovesse approvare l'emendamento, qualsiasi partito o movimento che riuscisse a costituire un gruppo parlamentare tra il 21 e il 22 dicembre sarebbe esonerato dalla raccolta delle firme. Proprio La Russa ha annunciato oggi la presentazione al Senato della richiesta di costituzione di un gruppo parlamentare: "Alla Camera non lo abbiamo ancora fatto - ha dichiarato il leader degli ex An all'Ansa - solo perchè stiamo ancora sondando un nome importante a Montecitorio".

Il presidente dei deputati del Pd Dario Franceschini non ha esitato a descrivere la situazione come vergognosa: "Tutto questo per preparare l'operazione interna al Pdl, con la scissione di La Russa" ha attaccato l'esponente democratico. La Russa ha replicato duramente minacciando ostruzionismo: "Questo decreto così come è non nascerà, perché è un'ingiustizia, una truffa, un indebito regalo a qualcuno e a danno di altri: è un regalo solo per chi è in qualche regione ed è alleato con il Pd".

La proposta, a prima firma di Ignazio Abrignani, è passata grazie al voto favorevole, tra gli altri, di Pdl, Fli, Popolo e Territorio e Udc. Con la sua approvazione anche i centristi e Futuro e libertà per L'Italia di Gianfranco Fini non raccoglierebbero le firme per le liste da presentare alle prossime elezioni.

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