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Salvini contro Renzi, duello sui migranti: "Chi usa bimbi per campagna elettorale è un verme"

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Lo scontro a distanza sul tema dei migranti tra il segretario della Lega Nord Salvini e il premier democratico Renzi prosegue senza esclusione di colpi, animando il dibattito politico con nuovi scambi di accuse e toni sempre più accesi.

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Sullo sfondo, l’immagine ormai tristemente nota del bimbo siriano Aylan Kurdi, simbolo (purtroppo non vivente) dell’emergenza umanitaria alle porte dell’Europa e del dramma di migliaia di disperati in cerca di asilo lontano dalla terra d’origine.

Ieri la stoccata dell’ex sindaco di Firenze all’indirizzo dei leaders politici della destra parlamentare, paragonati in maniera neanche tanto indiretta a bestie dal palco della Festa dell’Unità 2015 di Milano nel corso di un’arringa a tutto campo contro le opposizioni.

Qualche ora dopo, a "Mattino 5" la replica al vetriolo di Matteo Salvini alle parole di fuoco dedicategli da Renzi il giorno prima: “Chi usa un bambino per fare campagna elettorale è un verme attacca il numero uno del Carroccio rilanciando il cerino in mano all’avversario con rinnovata "vis polemica".

(Renzi mostra la foto del piccolo Aylan e accusa le destre: "Pd, umani contro bestie")

A mandare su tutte le furie il principale esponente del fronte anti-immigrati a livello nazionale, erano state le stilettate del presidente del Consiglio in merito alle tesi della Lega Nord sul nodo migranti, in particolare la frase durissima “non è il Pd contro la destra, ma umani contro bestie pronunciata dall’inquilino di Palazzo Chigi di fronte alla platea di militanti dem.

Renzi così insulta milioni di italiani, è un clandestino si era affrettato a commentare a caldo già ieri sera un furioso Salvini, subito dopo le prime agenzie di stampa che riferivano delle accuse del premier nei confronti delle opposizioni condite dalla promessa di voler “perdere punti nei sondaggi” pur di “restare umani” in campo di accoglienza ai profughi. Clima rovente da campagna elettorale, insomma, sull’asse infuocato Milano-Roma che promette ancora scintille e non solo sul tema dell’immigrazione.

"Matteo Salvini usa l'arma degli insulti per fare emergere un'Italia che non c'è" ha controreplicato la consigliera del Presidente del Consiglio per le Pari Opportunità Giovanna Martelli, intervenuta in difesa del leader democratico rispetto alle accuse di "chi stando al governo, non ha saputo affrontare le grandi sfide della modernità".

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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