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Sandro Ruotolo si candida con Rivoluzione Civile di Ingroia: "Antonio, io ci sto"

I giornalisti saranno sempre più protagonisti del voto del prossimo febbraio, non solo perchè la campagna elettorale in corso si svolge prevalentemente in tv, ma soprattutto perchè molte firme della carta stampata e molti volti del giornalismo televisivo scenderanno in campo direttamente. L'ultimo in ordine di tempo ad annunciare la propria candidatura è Sandro Ruotolo: lo storico collaboratore di Michele Santoro, cronista simbolo di tante inchieste sulla criminalità organizzata, ha annunciato che si candiderà per la lista Rivoluzione civile di Antonio Ingroia.

Sandro Ruotolo: le foto

Il magistrato siciliano, sin dal battesimo del Movimento arancione fondato insieme al Sindaco di Napoli Luigi De Magistris, aveva invitato diversi esponenti della società civile farsi avanti. Tra questi c'era anche Sandro Ruotolo, che è stato tra i primi firmatari del manifesto programmatico "Io ci sto". Un invito esplicito a candidarsi nella sua lista è arrivato poi nelle ultime ore con un messaggio via Twitter, cui il giornalista ha risposto con una lettera aperta inviata al sito di Rivoluzione civile.

Contrassegni elettorali: il simbolo di Rivoluzione civile copiato da un "logo civetta". Guarda il video

"Caro Antonio, accetto con entusiasmo la candidatura nella lista di Rivoluzione Civile che tu e Luigi De Magistris mi avete proposto", ha esordito il cronista attualmente impegnato nel programma Servizio pubblico di Michele Santoro. "Ci ho pensato e riflettuto dopo aver firmato l'appello "Io ci sto" - ha scritto Ruotolo - con il quale donne e uomini della società civile si sono impegnati a sostenere il progetto per costruire un alternativa di governo al berlusconismo e alle politiche liberiste del governo Monti". Ruotolo ha precisato di non avere "tessere di partito in tasca", se non quella dell'Associazione Nazionale Partigiani, "perché penso al loro sacrificio ogni volta che sento pronunciare la parola Costituzione, la più bella del mondo come l'ha definita Roberto Benigni".

Rivoluzione civile schiera Giovanni Favia, il grillino espulso dal Movimento 5 Stelle

Coautore di tanti programmi di Michele Santoro, inviato sul campo nelle terre di mafia e camorra, Ruotolo ha specificato i motivi che lo hanno convinto a candidarsi con il Movimento di Ingroia e De Magistris: il giornalista porterà nel programma elettorale la sua battaglia per la difesa della libertà di informazione, che deve coniugarsi con una fondamentale lotta contro le mafie e per l'affermazione della cultura della legalità. "C’è un articolo della carta costituzionale per il quale mi sono battuto in tutti questi anni - spiega Ruotolo - e per il quale penso sia necessario battersi ancora: l’articolo 21, quello che garantisce la libertà di pensiero, la libertà di informare e di essere informati. C’è bisogno di libertà nel nostro Paese ma in gran parte del territorio nazionale questa libertà viene preclusa dalla presenza delle mafie e delle illegalità, dalle cricche che hanno impoverito la nostra terra. Penso alle parole di Norberto Bobbio che, dopo aver visto Samarcanda, scrisse che se non si era liberi in un piccolo paese del Sud non si era liberi nel resto del Paese".

Come Sandro Ruotolo, anche altri giornalisti hanno accettato di schierarsi in prima persona candidandosi al Parlamento. Mario Sechi ha accettato la proposta del premier uscente Mario Monti di far parte di una delle liste che lo sostengono, mentre Massimo Mucchetti sarà candidato per il Pd. Lo stesso partito schiererà come capolista in Sicilia per il Senato l'ex direttore di Rainews Corradino Mineo (per questo sostituito alla direzione della testata all-news da Monica Maggioni). C'è poi un altro giornalista che sarà candidato premier per la lista Fermare il declino, l'economista Oscar Giannino.

L'adesione di Ruotolo alla lista arancione di Ingroia è arrivata dopo un'altra candidatura che ha fatto notizia: quella di Giovanni Favia, dissidente grillino espulso dal Movimento 5 Stelle, che sarà capolista in Emilia Romagna.

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