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Sanremo 2013, Letterio Munafò del Pdl tra i contestatori: "Crozza violento con Berlusconi"

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C'è anche un ex consigliere comunale Pdl tra i contestatori che contestatore che ieri hanno bloccato il monologo di Maurizio Crozza a Sanremo 2013 costringendo il conduttore ad intervenire sul palco e a far allontanare alcune persone dalla platea. Si chiama Letterio Munafò, ha 66 anni e non è nuovo alla politica: già eletto in consiglio comunale a Legnano con il Pdl nel 2007, Munafò si è candidato anche alle amministrative del 2012, senza però essere rieletto. A farlo infuriare ieri sera è stato l'ingresso di Crozza sul palco nei panni del Cavaliere: Munafò, insieme ad altre persone, ha gridato al comico di andarsene a casa, prima di essere identificato dalla sicurezza ed invitato a lasciare la sala.

Crozza-Berlusconi contestato a Sanremo 2013: "Vai a casa!"

Intervistato dal Corriere della sera, Munafò ha spiegato di essere andato a Sanremo in compagna della moglie e che sarà presente in sala anche nelle prossime serate, visto che ha già comprato i biglietti fino a sabato. A scatenare la sua rabbia è stata la scelta di Crozza di puntare tutto sulla satira politica e non solo per aver riproposto la sua imitazione di Berlusconi: "Il discorso di Crozza è stato violento. Se avesse iniziato criticando gli altri avrei fatto la stessa cosa. Si poteva chiamare Crozza o con un altro nome, io ero andato a Sanremo per la canzone italiana e invece mi sono ritrovato a "Tribuna politica". Volevo essere trattato da italiano e invece sono stato trattato come un rappresentante del popolo più stupido del mondo (...) Ora Crozza rimane un bravo comico, anzi bravissimo ma è troppo politicizzato".

Sanremo 2013: quasi 13 milioni e il 48,30%, ascolti superiori a quelli del 2012

Presidente degli agenti della Carige Assicurazioni, nato a Lecce da genitori siciliani, oggi Munafò è anche vicepresidente del Lecce calcio. In una foto di qualche anno fa è ritratto accanto al segretario del Pdl, Angelino Alfano, ma assicura che la sua protesta contro Crozza non c'entra con la militanza nel partito: "Non fatene un discorso politico. Sono stato anche assessore con i socialisti, ma ora ho chiuso con la politica. A Sanremo hanno portato l'Armata rossa, i due presentatori sappiamo da dove arrivano... mancava solo la falce e il martello".

Nella sua versione a protestare erano in più di dieci persone, ma nessuno ha lanciato insulti all'indirizzo di Crozza. E precisa di essere uscito per scelta, di non essere stato cacciato dalla sala. A Fabio Fazio, che dal palco lo ha definito uno dei "soliti noti" che già l'anno scorso avevano contestato il monologo di Adriano Celentano, Munafò risponde così: "Io non ho contestato nessuno. Dico solo che il Festival di Sanremo è il festival della canzone".

Mufanò interviene anche in radio, al programma di Radio2 Un Giorno da Pecora, per rincarare la dose: "Si, sono berlusconiano quando si parla di politica, ma quando si parla di Sanremo vorrei che di politica non se ne parlasse proprio". La sua tesi coincide con quella del suo leader. Berlusconi aveva espresso la sua contrarietà ad un Festival programmato in piena campagna elettorale, anche se stamattina si è limitato a definire la performance di Crozza "un boomerang per la sinistra". Munafò ha promesso che non darà vita a nuove contestazioni, ma ha ribadito di non voler sentir parlare di politica all'Ariston: "Io sono andato a vedere il Festival della Canzone Italiana".

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