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Sara Paglini e Pino Chet: la gaffe della senatrice Movimento 5 Stelle fa ridere il web

  • Facebook Sara Paglini

di Claudia Gagliardi

In principio fu Romolo e Remolo (cit. Silvio Berlusconi), oggi è Pino Chet: in tema di strafalcioni i nostri politici sono sempre stati parecchio prolifici e la nuova generazione non è da meno. L'ultima gaffe in ordine di tempo arriva dall'universo variegato dei social network, nello specifico dalla bacheca Facebook della senatrice del Movimento 5 Stelle Sara Paglini, che in un post si è lasciata scappare un errore prontamente notato e rilanciato dagli utenti della rete e dai principali quotidiani.

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Il dittatore cileno Augusto Pinochet è diventato Pino Chet nel post della grillina, un messaggio scritto in polemica con la collega Emanuela Corda, la deputata del Movimento 5 Stelle che ieri è intervenuta in Aula invitando a ricordare, nell'anniversario della strage di Nassiriya, anche il kamikaze marocchino che si fece esplodere provocando l'attentato, definito anche lui una "vittima" della guerra delle superpotenze mondiali contro i paesi islamici. Su Facebook la senatrice ha attaccato la Corda con un post in cui invita a non giustificare tutto, "altrimenti mi verrebbe da pensare che qualcuno un giorno potrebbe anche dire che le stragi naziste, i morti in Siberia, i regimi violenti come quello di Pino Chet, o i colonnelli in Argentina o Pol Pot in Cambogia, ... furono voluti da 'vittime di un sistema politico deviato e di un'infanzia sfortunata e infelice' ...".

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Quel post con cui la Paglini invitava Emanuela Corda a chiedere "scusa per questo assurdo comunicato" ha fatto rapidamente il giro del web. Poche ore dopo il refuso è stato corretto e la senatrice ha pubblicato un nuovo messaggio attaccando le testate che, a suo dire, sono in cerca di continui appigli per deridere il Movimento 5 Stelle attraverso i suoi esponenti in Parlamento. Ma soprattuto raccontando la storia di un rifugiato in fuga dal regime di Pinochet cui ha dato assistenza negli anni '70.

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Questione rientrata (così come l'altro strafalcione, quello "dittatura dei colonnelli" attribuita all'Argentina e non alla Grecia), se non fosse che intanto il web si è divertito a sfornare una serie di battute con cognomi famosi modificati per l'occasione: da Mara Dona ad Al Fano, fino a Robes Pierre, la gaffe della Paglini ha ispirato tweet a raffica sull'argomento e perfino un hashtag a tema, #movimento5cognomi.

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