Excite

Sciopero scuola, Renzi apre al dialogo sulla riforma ma avverte i sindacati: "Il futuro non siete voi"

  • Getty Images

Mentre una parte del Pd inizia a valutare concretamente l’ipotesi della scissione dopo lo strappo sulla legge elettorale, sono le proteste contro la riforma della scuola l’argomento principe di una settimana tutt’altro che facile per Matteo Renzi e la sua maggioranza.

Sindacati in lotta contro la “buona scuola” di Renzi: 500mila persone in piazza

Non è passata inosservata, né agli occhi degli osservatori politici né tantomeno all’interno del Partito Democratico, l’apertura di Palazzo Chigi rispetto alle ragioni della mobilitazione dei sindacati, scesi in piazza con un largo consenso di insegnanti e studenti per l’atteso sciopero del 5 maggio, che ha impegnato circa 500mila persone nei cortei da Aosta a Palermo, passando per Roma e Milano.

Se Giuseppe Civati e altri esponenti della minoranza dem hanno preso nettamente le distanze dalla buona scuola del governo sottolineando la lontananza tra il modello “aziendalista” e la “cultura” della sinistra, Renzi su tale legge continua a voler “mettere la faccia”, ma adesso alla logica del “muro contro muro” sembra dover subentrare un lavoro di mediazione promosso in prima persona dal premier.

(Manifestazioni in tutta Italia contro la riforma Renzi-Giannini: voci dai cortei)

Tuttavia, quella messa in campo dal numero uno del Pd potrebbe essere una mano tesa con riserva limitatamente ad alcuni precisi (e secondari) punti della riforma, senza cedere di un millimetro sulla sostanza del piano La buona scuola facendo concessioni ai sindacati.

“Il futuro è dei ragazzi e in questi decenni nessuno lo ha costruito” ha voluto precisare il primo ministro a margine delle manifestazioni del 5 maggio, forse per bilanciare la portata del “dialoghiamo, ascoltiamo, parliamo” dopo lo sciopero generale con mezzo milione di insegnanti e studenti in piazza.

Al centro della riflessione del governo, già a partire dai prossimi giorni, ci saranno i numeri sulle assunzioni dei precari in graduatoria ed anche la nuova disciplina di formazione del personale, mentre fuori discussione appaiono i poteri manageriali dei presidi, vero nodo divisivo della contestatissima riforma.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

politica.excite.it fa parte del Canale Blogo News - Excite Network Copyright ©1995 - 2017