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Taxi in rivolta contro le liberalizzazioni

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"Se sei bello, ti tirano le pietre". E veloci come i tassisti a "prendere in mano il sanpietrino" sono davvero in pochi. Il "bello" in questione è Monti, alle prese col piano di liberalizzazioni su più fronti.

A quanto pare i tassisti, da sempre categoria iperorganizzata e legata a doppio filo alle amministrazioni locali (basti ricordare la loro presenza da protagonisti durante la campagna elettorale di Alemanno nel 2008), non hanno alcuna voglia di essere liberalizzati e scenderanno in piazza il 23 gennaio per uno sciopero generale di categoria.

Le 19 sigle fra sindacati e cooperative del settore, da molti definite un "parlamentino", una lobby potente che, in quanto tale, risulta allergica alla modifica di un vantaggiosissimo status quo, ha indetto una prima assemblea al Circo Massimo a Roma lunedì 16 e lo sciopero generale di categoria lunedì 23. Il Presidente nazionale del sindacato UriTaxi Loreno Bittarelli è chiaro: "Se il Governo deciderà unilateralmente si scioglieranno le righe e metteremo in atto misure drastiche".

Tra i punti previsti nella parte di manovra che riguarda i taxi (anche se il Governo nega la veridicità di testi antecedenti a quello definitivo) si parla di aumento del numero di licenze. Si propone inoltre la possibilità di rilasciare più licenze alla stessa persona e di licenze part-time. Inoltre più flessibilità negli orari e libertà di lavoro anche fuori dall'area indicata sulla licenza.

Inclusi nella bozza anche lo sviluppo di taxi collettivi e deregulation delle tariffe di viaggio. La controproposta dei tassisti prevede un "semplice" intervento migliorativo del servizio agendo sulla fluiditità del traffico dei servizi pubblici.

Intanto il Web non ci sta e da ieri è partita una contro protesta su Twitter. Per capire di cosa si tratta basta cercare l'hashtag #menotaxipertutti.

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