Excite

Scissione nel Pdl, Alfano annuncia: "Non aderiamo a Forza Italia"

  • Getty Images

E alla fine scissione fu. Dopo giornate di incontri, discussioni, trattative, a consumare lo strappo è stato Angelino Alfano. Il pupillo di Silvio Berlusconi, "il miglior fico del bigoncio", come lo ha definito lo stesso Cavaliere giusto un anno fa, durante la riunione dei governativi del Pdl ha opposto il gran rifiuto: "Mi trovo qui per compiere una scelta che non avrei mai pensato di compiere. Non aderire a Forza Italia".

Berlusconi contro Alfano e i ministri Pdl: "Ricordatevi di Fini"

Una presa di posizione nettissima, che non lascia margini di dubbio su quella che sarà la linea politica del ministro dell'Interno e di quanti hanno scelto di seguirlo, ma decisa con il massimo rispetto per l'ex premier: "Sento fortissimo il bisogno di ribadire che in questi 20 anni non abbiamo sbagliato speranze, ideali e persona. Siamo amici del presidente Berlusconi, al quale ribadiamo amicizia e sostegno. Lo sosterremo all'interno del governo a iniziare da una giustizia più giusta e dall'abbassamento delle tasse e di tutte le storiche battaglie", ha dichiarato infatti Alfano.

Alfano su decadenza Berlusconi: "Sta riflettendo. Chiederemo che sostenga il governo"

Tuttavia, a convincere il vicepremier a consumare lo strappo è stata la presa di coscienza del fatto che "in queste settimane" hanno "prevalso le forze più estreme all'interno del nostro movimento politico": atteggiamento che il ministro dell'Interno ha sempre esecrato, dissociandosi di fatto dai cosiddetti falchi. "Saremo attaccati, ma non avremo paura, combatteremo per affermare le nostre idee", ha aggiunto Alfano, concludendo: "Questa sera abbiamo un buon alleato, la nostra buona coscienza".

I 'dissidenti' del Pdl convergeranno nel Nuovo Centrodestra, mentre la prima conseguenza tangibile dello scissione sono state le dimissioni di Renato Schifani da capogruppo al Senato: "Dopo aver preso atto della costituzione del nuovo gruppo al Senato, nato da una costola del Pdl, ritengo doveroso rassegnare le mie dimissioni da presidente del gruppo del Popolo della Libertà a Palazzo Madama", ha dichiarato infatti.

Domani dunque il Consiglio nazionale del (ex) Pdl sancirà la ri-nascita di Forza Italia, ma pure la formazione dei gruppi del Nuovo Centrodestra, nome che provocato l'ironia al vetriolo di Daniele Capezzone: "Leggo che Angelino Alfano parla di 'nuovo centrodestra'. Ma l'attaccamento a poltrone e poltroncine non è una cosa molto 'nuova'...". E caustici contro l'ex delfino sono stati pure Gianfranco Miccichè e Michaela Biancofiore, con il primo che ha detto: "Sono davvero dispiaciuto. Mai avrei pensato che Angelino Alfano, trattato come un figlio dal presidente Berlusconi, potesse tradirlo" e la seconda che ha fatto "appello ai molti colleghi che sono antropologicamente, idealmente e per storia personale avversi alle sinistre di non seguire Alfano in una incomprensibile deriva di appoggio ad un governo monocolore Pd".

Lo scontro passa ora in Parlamento, dove gli scissionisti secondo Roberto Formigoni sono "37 al Senato e 23 alla Camera". Numeri che però potrebbero crescere, rendendo ancora più caotica la situazione nel centrodestra, dove pure Scelta Civica è segnalata sull'orlo dell'implosione.

politica.excite.it fa parte del Canale Blogo News - Excite Network Copyright ©1995 - 2017