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Scontri a Roma, la polemica di Gianni Alemanno: 'Serviva altra fermezza'

Dei 23 fermati martedì scorso per gli scontri avvenuti a Roma mentre si votava la fiducia al governo uno solo ha ricevuto gli arresti domiciliari, tutti gli altri sono liberi. Questa è stata la decisione del Tribunale di Roma che ha accolto le richieste delle difese. Come si può immaginare, ne sono scaturite non poche polemiche.

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Il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha così commentato la decisione della X e della IV sezione del Tribunale di Roma: 'Protesto a nome della città di Roma per questa decisione, c'è un senso profondo di ingiustizia perché quello che è successo richiedeva ben altra fermezza'.

Questa la motivazione con la quale i giudici della X sezione hanno disposto l'ordinanza di remissione in libertà: 'Appare necessario approfondire il quadro delle accuse'. Come si legge sulla cronaca romana de Il Corriere della Sera, l'avvocato Flavio Rossi Albertini ha spiegato: 'Ci sono contestazioni che non stanno in piedi. L'accusa di concorso è affibbiata a persone che vengono da Palermo, Bari, Trento e Pisa. Che non si erano mai viste prima. Nei verbali di polizia si dice che sono stati presi tutti insieme. L'esame sul banco dei testimoni ha provato che invece i fermi sono avvenuti ben lontano da dove sono state effettuate le cariche di polizia'.

Il solo a ricevere gli arresti domiciliari è stato Mario Miliucci, 32 anni e figlio di Vincenzo Miliucci, leader storico dell'autonomia operaia romana negli anni '70. Secondo l'accusa Miliucci è stato trovato con due sassi addosso. Il padre, Vincenzo Miliucci, ha detto: 'Mio figlio è un ragazzo tranquillo, lo chiamano 'l'inglese' per i suoi modi: lo accusano di aver imbrattato con dello spray una filiale di una banca e, dicono, di averlo fermato con due grosse pietre addosso'.

Dopo la decisione del Tribunale di Roma, attraverso una nota, il sindaco Gianni Alemanno ha fatto sapere: 'Sono costretto a protestare a nome della città di Roma contro le decisioni assunte dalle sezioni II e V del Tribunale di Roma di rimettere in libertà in attesa di giudizio quasi tutti gli imputati degli incidenti di martedì scorso'. Il primo cittadino ha espresso 'una profonda sensazione di ingiustizia di fronte a queste decisioni perché i danni provocati alla città e la gravità degli scontri richiedono ben altra fermezza nel giudizio della magistratura sui presunti responsabili di questi reati'. E ha aggiunto: 'Non è minimizzando la gravità di questi fatti che si dà il giusto segnale per contrastare il diffondersi della violenza politica nella nostra città mentre è evidente che queste persone hanno dimostrato di essere soggetti pericolosi per la collettività'.

Attraverso Luca Palamara, presidente dell'Associazione nazionale magistrati, i giudici hanno così replicato: 'Non possiamo che ribadire che è legittima la critica ai provvedimenti dei magistrati, ma non lo sono gli insulti nei confronti dei giudici e dell'istituzione nel suo complesso'. A tali parole Alemanno ha risposto dicendo: 'Non mi sono mai sognato di insultare la magistratura che, al di là di decisioni criticabili di alcuni suoi componenti, ha tutto il mio rispetto sia come istituzione sia come persone che la compongono. La mia protesta contro la decisione dei giudici che hanno scarcerato i presunti responsabili degli scontri di martedì è solo una critica rispettosa della istituzione e priva di ogni volontà di offendere i magistrati'.

 (foto © LaPresse)

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