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Scontri di Roma, perquisizioni in tutta Italia

  • LaPresse

Spenti i fuochi di Roma, la parola passa alle forze dell'ordine, impegnate da questa mattina all'alba in un'operazione volta a individuare i responsabili dei gravi episodi di sabato nella capitale. E mentre in rete serpeggiano dubbi e recriminazioni sulla condotta tenuta da polizia e carabinieri durante gli scontri del week end, questi ultimi perquisiscono case e centri sociali in cerca di materiale che possa portare all'individuazione dei violenti che hanno scatenato la guerriglia per le strade della Città Eterna.

Dal Piemonte al Trentino, dalla Lombardia al Lazio e alla Sicilia, perquisizioni e controlli si concentrano nelle frange dell'estremismo più radicale, negli ambienti anarco-insurrezionalisti e anche nel mondo degli ultras, perché, come spiega a Sky Tg24 il sottosegretario all'interno Alfredo Mantovano, "esiste una mappatura di alcuni ultras - non voglio usare il termine tifoserie che è un termine nobile - che corrisponde a coloriture politico-ideologiche estremiste".

Obiettivo delle forze di polizia la ricerca di indumenti che - grazie all'ausilio di un confronto incrociato con video e foto della giornata di sabato - possano portare all'identificazione dei responsabili degli scontri. A Milano sono in corso sei perquisizioni (due condotte dalla Digos e tre dai carabinieri) e altre stanno avvenendo a Napoli e provincia, a Padova, a Livorno, a Palermo e anche a Torino, dove esiste una lunga tradizione di centri sociali collegati all'estremismo anarchico.

Oltre a vestiti e altri indizi utili al riconoscimento dei violenti, le forze dell'ordine cercano anche materiale esplosivo, armi e oggetti contundenti. Per ora non c'è stato nessun arresto, solo a Milano una persona è stata condotta in caserma dai carabinieri per sottoscrivere il verbale di sequestro, ma immediatamente dopo ha potuto fare ritorno a casa.

"L'operazione di polizia in corso in tutta Italia, volta ad individuare i responsabili delle devastazioni avvenute a Roma sabato, è la risposta seria del lavoro delle forze dell'ordine" precisa Mantovano e non vuole essere una ritorsione contro i centri sociali, bensì un'azione volta esclusivamente a individuare i violenti, nel rispetto dell'articolo 41 del Testo Unico Leggi di Pubblica Sicurezza, in base al quale "gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria, che abbiano notizia, anche per indizio, della esistenza, in qualsiasi luogo pubblico o privato, o in private abitazioni, di armi, munizioni o materiali esplodenti, non denunciate o non consegnate, o comunque abusivamente detenute, procedono immediatamente a perquisione e sequestro".

Un lavoro al quale stanno partecipando anche moltissimi privati cittadini, 'idignati' che con foto e video catturati sabato e immessi in rete vogliono dare una mano a riconoscere i responsabili del naufragio di quella che poteva - e doveva - essere una grande, corale e soprattutto pacifica manifestazione di protesta globale.

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