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Libia, nella notte scontri tra manifestanti e polizia

Venti di rivolta soffiano in Africa e in Medio Oriente. Dopo la Tunisia, l'Egitto (guarda i video degli scontri in Egitto) e l'Iran, sembra essere arrivato anche il momento della Libia governata da Muammar Gheddafi.

La protesta in Egitto

La protesta in Tunisia

La notte scorsa la polizia libica ha disperso con la forza i manifestanti che si sono riuniti in sit-in a Bengasi contro il governo. Secondo il quotidiano Quryna, vicino al figlio del leader Gheddafi Seif Al-Islam, sono rimaste ferite 14 persone. Si parla di 3 manifestanti e di 10 agenti, mentre non si sa chi sia la quattordicesima. Gli scontri hanno visto da una parte i manifestanti infuriati per l'arresto di un attivista dei diritti umani e dall'altra la polizia e i sostenitori del governo.

Ma cosa è successo? Ieri i familiari dei detenuti rimasti uccisi nel 1996 in una sparatoria nella prigione di Abu Slim, a Tripoli, si sono radunati davanti a un commissariato di Bengasi per chiedere la liberazione del loro coordinatore, l'avvocato Fethi Tarbel. A quanto pare Tarbel è stato arrestato per motivi ancora non precisati. Sembra che l'uomo sia stato rilasciato su pressione delle famiglie che, insieme ad altri dimostranti, sono rimaste sul posto fino a quando le forze dell'ordine non le hanno disperse con la forza.

Secondo quanto riferito dalla Bbc ci sarebbe stato un lancio di pietre da parte dei manifestanti antigovernativi nei confronti della polizia libica, che ha risposto con gas lacrimogeni, idranti e proiettili di gomma.

Oggi, in diverse città del Paese, si registrano manifestazioni a favore del leader libico Gheddafi.

 (foto © LaPresse)

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