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Libia, continuano gli scontri. Oggi la 'Giornata della collera'

Proseguono gli scontri in Libia. Tutto è iniziato con il sit in organizzato a Bengasi contro il governo da alcuni manifestanti per chiedere la liberazione di un attivista dei diritti umani. In un primo momento si è parlato solo di feriti, ma ora si comincia a parlare di morti.

Il video dei manifestanti a Bengasi

Secondo siti vicino all'opposizione e alle Ong libiche, i morti negli scontri tra manifestanti e forze dell'ordine nella città di Al Beida, nell'est del Paese, sarebbero almeno nove. A Tripoli le manifestazioni non si fermano, da una parte c'è la popolazione anti-regime dall'altra quella che sostiene il leader Muammar Gheddafi.

L'opposizione libica oggi vuole portare in piazza la cosiddetta 'Giornata della collera', ispirata dalle rivolte in Egitto e Tunisia. Oggi, tra l'altro, è l'anniversario degli scontri avvenuti il 17 febbraio 2006 a Bengasi, quando le forze di sicurezza uccisero diversi manifestanti che stavano attaccando il consolato italiano. Ma i gruppi per i diritti umani temono azioni repressive da parte delle forze di sicurezza.

La protesta in Egitto

La protesta in Tunisia

Come è avvenuto per gli altri Paesi dove la popolazione si è ribellata ai governi, anche nel caso della Libia i piani per la protesta sono partiti da parte di attivisti anonimi su social network come Facebook e Twitter.

La tensione in Libia sembra salire sempre di più, tanto che la Farnesina ha voluto mettere in allerta tutti gli italiani che dovessero recarsi nel Paese nordafricano. Il ministero degli Esteri ha consigliato di 'evitare gli assembramenti di folla, di allontanarsi immediatamente dalle zone dove siano in corso manifestazioni e, in generale, di rimanere sempre aggiornati sull'attualità internazionale e regionale'. Secondo la Farnesina è a rischio anche la giornata di domani.

 (foto © LaPresse)

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