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Libia, arrivano le preoccupazioni di Berlusconi: 'Gheddafi è un pazzo'

La crisi in Libia è sempre più grave. Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha deciso di intervenire e parlare per la prima volta in forma ufficiale, affermando: 'Condanniamo fortemente l'uso della violenza in Libia. Il bagno di sangue è mostruoso, ed è inaccettabile. Queste azioni violano le norme internazionali e ogni standard di normale decenza'. La posizione chiara di Usa, Unione europea ed anche Lega Araba hanno determinato, nelle ultime 48 ore, un cambiamento di rotta anche da parte del governo italiano che si è sempre detto amico del Colonello Muammar Gheddafi.

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Quando Berlusconi diceva: 'Gheddafi è un saggio' - VIDEO

Come si legge sul quotidiano La Repubblica, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi sembra esser passato dal non voler 'disturbare', al voler difendere la democrazia. La paura che l'Italia venga isolata dagli altri partner europei sta diventando sempre più concreta. Se ne è accorto il ministro degli Esteri Franco Frattini al vertice Ue a Bruxelles e durante i colloqui con il segretario di Stato Usa Hillary Clinton e il segretario generale della Lega Araba Amr Mussa.

Da più fronti al nostro Paese, nelle ultime ore, è arrivato un unico e chiaro messaggio: il governo italiano deve allinearsi. E così Berlusconi ha deciso di cambiare rotta, seppur con grande prudenza. A quanto pare non è stato solo l''invito' di Usa, Ue e Lega Araba a spingere il premier su questa strada, a convincerlo della necessità di un cambiamento sarebbero state le stesse, dure, parole pronunciato da Gheddafi, che ha lanciato accuse anche all'Italia (leggi la notizia).

L'ultimo discorso di Muammar Gheddafi alla Tv di Stato

Sembra che, a margine della riunione che si è svolta ieri sera a Palazzo Chigi, il presidente del Consiglio abbia detto a un ministro: 'Dobbiamo stare attenti con Gheddafi, è un pazzo. Ci ha già sparato un missile una volta, non è che ce ne tira un altro contro?'. C'è, dunque, la paura di un attacco ed anche il timore di una possibile ritorsione sugli italiani ancora sul posto, che, come confermato dalla Farnesina, sarebbro 10mila tra Tripolitania e Cirenaica.

La posizione del governo italiano è molto delicata e difficile. Da una parte ci sono le pressioni internazionali, dall'altra gli interessi economici, ad esempio nell'ambito dell'energia e delle infrastrutture. Dobbiamo, infatti, ricordare che l'Italia è il principale partner economico della Libia. Ma non solo. A quanto pare il governo italiano è preoccupato anche per quello che potrebbe accadere in Libia dopo la caduta del regime. Si teme che possa sorgere uno Stato islamico proprio a due passi dall'Italia. La deputata del Pdl, Fiamma Nirenstein, ha affermato: 'Il crollo del regime di Mubarak ha portato all'espansione della sfera d'influenza dell'Iran, testimoniata dal passaggio di due navi da guerra nel canale di Suez (leggi la notizia). Cosa può succedere in Libia?'.

Nel frattempo lunedì il segretario di Stato Usa parteciperà a un incontro del consiglio delle Nazioni Unite per i diritti umani a Ginevra per parlare della situazione in Libia. Obama ha fatto sapere: 'Terrà consultazioni con le sue controparti sugli eventi in tutta la regione per parlare con una sola voce al governo e al popolo libico'.

 (foto © LaPresse)

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