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Scontri Turchia: due morti tra i manifestanti. Erdogan contro Twitter: "Cancrena dell'informazione"

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Continua la rivolta in Turchia: nel quarto giorno di proteste, dopo una notte con le forze di polizia in assetto antisommossa e i manifestanti che hanno incendiato alcune sedi del partito islamico Akp del presidente Erdogan, due giovani di 20 e 26 anni sono morti. Il primo, Mehmet Ayvalıtaş, è rimasto ucciso ad Istanbul, travolto da un'automobile che ha puntato ad un gruppo di manifestanti. L'altra vittima è morta ad Ankara: si tratta di Ethem Sarisuluk, studente ferito alla testa da un proiettile durante gli scontri nella capitale turca. Il suo decesso è stato ufficializzato dal segretario generale della Fondazione turca per i diritti umani Metin Bakkalci.

Istanbul, #occupygezi: le foto degli scontri

Nuovi scontri si sono verificati ad Istanbul nella notte, con danni alle fermate degli autobus e alle strade, a decine di negozi ed automezzi. Dopo la brutale repressione delle prime manifestazioni di protesta da parte della polizia, che ha usato gas lacrimogeni per respingere l'avanzata dei manifestanti, la protesta non accenna a fermarsi e si è trasformata in un più vasto movimento antigovernativo. Partita ad Istanbul dopo l'annuncio del governo di voler sradicare 600 alberi a Gezi Park per fare spazio ad un centro commerciale, oltre alla difesa di un parco pubblico i manifestanti stanno protestando anche per le misure filoislamiche di stampo sempre più autoritario prese dal premier conservatore, fino a rivolgersi direttamente a Erdogan definendolo un "dittatore" e chiedendo le sue dimissioni. Tra gli ultimi divieti del governo Erdogan quello mirato al consumo di alcol nei locali pubblici ha scatenato aspre contestazioni, così come le misure tese a snaturare sempre più l’impostazione laica della Turchia voluta dal padre della patria, Mustafa Kemal Ataturk.

Le proteste si sono allargate infatti anche ad altre città turche, Ankara e Smirne. Nel terzo capoluogo turco per numero di abitanti, i manifestanti hanno lanciato bombe molotov contro le sedi del partito di Erdogan, appiccato piccoli incendi e costruito barricate per strada. Nella Capitale si sono verificati duri scontri con le forze dell'ordine, che hanno risposto alle proteste con lacrimogeni lanciati da elicotteri, idranti e proiettili di gomma. Il bilancio provvisorio del Ministero dell'Interno turco parla di oltre 1700 arrestati nei quattro giorni di proteste in circa 70 città del Paese: almeno 58 persone sono rimaste ferite tra i civili, 115 tra le forze di sicurezza.

Come sempre lo scontro tra le piazze e il governo si acutizza anche attraverso la reciproca accusa di strumentalizzazione dei media: il conservatore Recep Tayyip Erdogan, in carica da dieci anni, ha bollato le proteste come l'attacco di estremisti organizzati. Durante un'intervista all'emittente Haberturk ha attaccato i social media e Twitter nello specifico, accusando questa nuova forma di comunicazione di essere un pericolo per il tessuto sociale e una "cancrena dell'informazione": "Adesso c'è un pericolo chiamato Twitter: lì vi si possono trovare tutti i migliori esempi di bugie. Per me i social media sono il pericolo maggiore per la società". Speculare è la critica mossa dai manifestanti nei confronti dei media tradizionali controllati o influenzati dal governo, in particolare con l'accusa alle televisioni di sminuire e strumentalizzare le proteste.

Intanto le ripercussioni degli scontri si fanno sentire anche sull'economia del Paese: la tensione degli ultimi giorni ha provocato un forte calo della borsa di Istanbul, a -6,43% alla riapertura di lunedì, e della lira turca, attestatasi al livello più basso da un anno e mezzo rispetto al dollaro. Il presidente del Parlamento europeo Martin Schulz ha messo in guardia dai pericoli del dilagare della violenza a fronte della durissima repressione governativa, sottolineando via Twitter che "la severità con cui la polizia ha risposto alle proteste" in Turchia "è assolutamente sproporzionata e non potrà che condurre all’allargamento delle proteste". Solo negli ultimi 4 giorni, infatti, le stime parlano di 235 manifestazioni di protesta in tutto il Paese.

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