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Guerra in Libia, Umberto Bossi contro le scelte di Berlusconi

Arriva il fermo 'no' del leader della Lega Umberto Bossi al rafforzamento dell'intervento militare in Libia. Dopo le dichiarazioni del ministro della Semplificazione Roberto Calderoli ecco ora quelle del Senatùr.

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La decisione di intervenire militarmente in Libia, prendendo parte anche ai bombardamenti, presa dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi dopo una lunga telefonata con il presidente degli Stati Uniti Barack Obama (leggi la notizia), non è affatto piaciuta alla Lega. Subito il ministro della Semplificazione Calderoli ha detto che non darà il proprio appoggio politico e legislativo all'intervento. 'Se intendono bombardare, il mio voto non lo avranno mai', ha affermato il ministro leghista. E dopo poco tempo si è fatto sentire anche Bossi.

Il leader del Carroccio, intervistato da La Padania, ha ricordato al premier che 'non è dicendo sempre di sì che si acquisisce peso internazionale'. E ha aggiunto: 'Le conseguenze saranno gravissime, verremo invasi dai profughi. Senza contare che l'intervento costerà 700 milioni in tre mesi'. Un onere davvero troppo pesante per lo Stato.

Bossi si è mostrato insoddisfatto delle scelte fatte dal presidente del Consiglio e ha aspramente criticato l'esito del vertice di ieri tra Berlusconi e il presidente francese Nicola Sarkozy. 'Berlusconi si inginocchia davanti a Parigi' ha detto il leader della Lega. Per non parlare delle critiche espresse in merito alla linea scelta dal premier riguardo all'intervento in Libia. A tal proposito Bossi ha affermato: 'Le guerre non si fanno e comunque non si annunciano così. Non è dicendo sempre sì che si acquisisce peso internazionale'.

In poche parole, quello che si è consumato ieri è stato un vero e proprio scontro tra Lega e Pdl. Dal canto suo Berlusconi ha rassicurato gli esponenti del governo annunciando che già nella giornata di oggi potrebbe esserci un incontro chiarificatore tra lui e Bossi. Ma non vi è dubbio sul fatto che il dissenso leghista sia forte. Un dissenso che potrebbe far traballare un governo che appare sempre più fragile.

Nel frattempo l'opposizione ha chiesto al governo di verificare in Parlamento su che tipo di maggioranza può contare in politica estera. Il segretario del Pd Pierluigi Bersani ha detto: 'E' necessario che l'esecutivo venga a riferire in Parlamento. E' chiaro però che il governo non ha una maggioranza sulla politica estera. E' evidente che su questi temi sta procedendo in modo ondivago e confuso'.

E dallo studio di 'Ballarò', il leader Idv Antonio Di Pietro ha annunciato: 'Presenteremo una mozione per verificare se il governo ha ancora una maggioranza. In questo senso ci coordineremo con le altre opposizioni in modo che ci sia un'iniziativa comune'.

 (foto © LaPresse)

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