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Scoop M5S: Formigli difende Favia minacciato di morte su Facebook

  • La7.it

A Piazzapulita è il momento della resa dei conti: dopo aver infuocato il dibattito politico per una settimana con lo scoop su Giovanni Favia e la denuncia di assenza di democrazia nel Movimento 5 Stelle, il conduttore Corrado Formigli apre la seconda puntata della stagione con un monologo in "stile Santoro" per dire la sua sul polverone che ha scosso Grillo e i grillini. Sostanzialmente si tratta di una lunga rivendicazione della bontà del lavoro giornalistico svolto con lo scoop trasmesso la scorsa settimana: Formigli è agguerrito nel difendere il suo operato, ma prima di tutto ci tiene a rivolgere un pensiero proprio alla "vittima" del fuorionda incriminato.

La denuncia-shock di Favia a Piazzapulita: "Nel Movimento 5 Stelle non c'è democrazia"

Il conduttore ci informa di aver sentito al telefono il consigliere regionale emiliano poco prima della puntata e annuncia che non trasmetterà di nuovo in video le sue dichiarazioni: "Giovanni Favia mi ha chiesto di togliere questo fuorionda in una telefonata drammatica. Quindi stasera non lo manderemo in onda". E il motivo è molto serio: Favia ha ricevuto nelle ultime ore terribili minacce di morte dalla rete (per cui ha annunciato querele) da sedicenti supporters del Movimento 5 stelle che invocano la sua testa. Letteralmente: "Favia andrebbe sgozzato in piazza – scrive un utente anonimo sul profilo Facebook del consigliere - Quest'uomo di merda dovrebbe essere ammazzato per dare l'esempio. Esempio chiaro: chi si permette di comportarsi cosi va eliminato".

Il monologo di Formigli a Piazzapulita: guarda il video

Parole inquietanti che Corrado Formigli rilegge in tv con voce quasi rotta, sostenendo che l’attacco a Favia è stato fomentato anche dalle bugie diffuse subito dopo la messa in onda della sua denuncia-shock. "Vorrei dire a chi ha diffuso la bufala che il fuorionda fosse concordato insinuando che Favia volesse passare al Partito Democratico, che oggi bisogna che si metta una mano sulla coscienza, visto che ha generato minacce di morte nei confronti del consigliere del MoVimento a 5 Stelle". Insomma, la situazione è degenerata, ma se c’è una cosa su cui Formigli non transige è il fatto che lo scoop sia tacciato come tarocco: "sono voci spazzatura".

Favia a Otto e mezzo: "Grillo conta quanto me. Rispondo solo ai cittadini"

Poi il giornalista spiega la dinamica giornalistica della messa in onda, per la quale si è beccato non poche critiche da parte di colleghi anche illustri come Enrico Mentana e Marco Travaglio (e proprio a loro sembra dedicata la rivendicazione di Formigli): il fuorionda è stato registrato il 5 giugno scorso, è giunto nelle mani del conduttore il giorno dopo e il 7 c’è stata l’ultima puntata della stagione di Piazzapulita. Senza un’inchiesta seria, senza le dovute verifiche anche legali, senza aver riscontrato le dichiarazioni di Favia con altre testimonianze, spiega Formigli, non era possibile mandare in onda il filmato, perché giornalisticamente parlando era materiale scottante ma privo da un serio approfondimento.

Cosa fare allora di quella notizia? "Non potevamo certo regalarla a qualcuno", chiosa Formigli, spiegando di averla mandata in onda alla prima occasione utile, dopo aver svolto un’accurata inchiesta sul Movimento. Alla base della legittimità dello strumento del fuorionda, Formigli rivendica l’importanza del diritto di critica nei confronti di una realtà importante come quella del fenomeno Grillo: "L’abbiamo pubblicata perché pensiamo che gli elettori italiani abbiano il diritto di conoscere anche gli aspetti di dettaglio di un movimento che si presenterà alle elezioni e che rappresenta la più importante novità politica del nostro Paese".

E a quelli che hanno commentato scetticamente che la notizia in realtà non esiste e che il contenuto della critica di Favia era noto già da tempo nell'ambiente grillino, Formigli risponde stizzito: "Se già si sapeva, perché nessuno ne ha parlato prima?", alludendo a quei giornalisti che hanno abilmente sorvolato su questioni spinose come l’espulsione dal Movimento di Valentino Tavolazzi. Proprio quest’ultimo è ospite della seconda puntata di Piazzapulita: spiega di essere stato eletto in una lista comunale a Ferrara supportata da Grillo e di essere stato di fatto cacciato (attraverso il divietao di usare il simbolo del M5S) lo scorso marzo, perché accusato di voler introdurre meccanismi intermedi di partecipazione troppo simili a quelli partitici. O almeno questa è la motivazione ufficiale: una decisione, secondo Tavolazzi, imposta da Casaleggio e subìta da Grillo. Intanto, sul blog del comico, è spuntato un post che annuncia la dissociazione del Movimento da tutte le dichiarazioni degli invitati a Piazzapulita (si legga, in sostanza, Tavolazzi). Ancora una volta non c’è confronto. Almeno per ora.

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