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Scuola, avvio nel segno della protesta

Il primo giorno di scuola, ieri, in molte regioni italiane è stato caratterizzato dalla protesta degli insegnanti contro i tagli di 130mila posti in tre anni e il ritorno al maestro unico.

Lutto al braccio, grembiule nero, volantini e striscioni contro il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini e, in alcuni casi, cappelli da asino per i docenti che hanno così accolto i loro studenti.

La protesta ha interessato soprattutto gli insegnanti della scuola primaria, in particolare quelli di Roma. Ma non sono mancate manifestazioni di dissenso anche a Firenze, Genova, Venezia, Napoli e in diverse scuole di Sicilia, Calabria, Puglia, Marche.

Accanto ai professori hanno fatto sentire la loro voce anche i giovani aderenti al sindacato studentesco Uds. A Piazza del Popolo, a via Cavour e nei pressi dell'Isola Tiberina i ragazzi hanno mostrato striscioni con sù scritto: "Non è che l’inizio - 10 ottobre mobilitazione nazionale studentesca"; mentre davanti al ministero, a viale Trastevere, hanno organizzato un sit-in.

Duro il commento della Gelmini: "È vergognoso strumentalizzare i bambini per cavalcare proteste che sono solo politiche. Per tutti i bambini il primo giorno di scuola è una festa, un momento di gioia e allegria, non certo un'occasione per terrorizzarli".

Ma le proteste non sembrano attutirsi e nei prossimi giorni sono in programma altre manifestazioni. La Cub ha proclamato per il 19 settembre lo sciopero dei precari dell'intera pubblica amministrazione, il 2 ottobre toccherà agli specializzandi dell'Anief, il 3 all'Unicobas, il 16 alla Gilda degli insegnanti e il 17 ai Cobas.

 (foto © LaPresse)

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