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Scuola, via libera alla riforma. Gelimini: 'Passo epocale'

Per il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini si tratta di una 'svolta epocale'. Il Consiglio dei Ministri ieri ha dato il via libera alla riforma che riordina l'istruzione secondaria superiore.

La riforma verrà inaugurata nelle prime classi dei licei, degli istituti tecnici e dei professionali dal prossimo anno scolastico. I licei diventeranno sei, i tecnici saranno due con undici indirizzi, i professionali avranno due corsi e sei indirizzi.

Le novità più importanti riguardano l'introduzione di due nuovi licei, il musicale e coreutico e quello delle scienze umane, l'aumento delle ore di matematica e delle lingue straniere, la riduzione della frammentazione degli indirizzi, una più ampia diffusione di stage e tirocini, una riaffermata identità degli istituti professionali.

Al termine del Consiglio dei Ministri la Gelmini ha detto: 'Siamo stati accusati di volere la riforma della scuola per fare cassa, nulla di più falso. Era urgente farla per qualificare gli studi e oggi, grazie al contributo di tutti abbiamo potuto raggiungere questo obiettivo. Abbiamo predisposto un piano di orientamento perché le riforme non vanno solo approvate ma fatte conoscere agli utenti per consentire scelte responsabili di famiglie e alunni'. Annunciando il via libera del governo alla riforma il ministro Gelmini ha parlato di un passo epocale considerando che l'ultima riforma organica dei licei è quella varata da Giovanni Gentile nel 1923.

Secondo il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, non si tratta di un passo epocale, ma di un 'taglio epocale'. Attraverso una nota Bersani ha affermato: 'Il riordino della scuola superiore del governo non è una riforma, è un taglio epocale alla scuola pubblica italiana che ci allontana dall'Europa e nega pari opportunità di vita, di educazione e di lavoro ai ragazzi e alle ragazze del nostro Paese. Un taglio di risorse, di competenze e di tempo: questa è la sostanza del cosiddetto riordino. La scelta compiuta a 13 anni diventa nei fatti irreversibile per la grande differenza di programmi proposti dai diversi percorsi formativi sin dal primo biennio, favorendo la dispersione scolastica. Vengono largamente penalizzati i saperi tecnico scientifici e tagliate le ore di laboratorio negli istituti professionali. Un riordino 'fuori tempo massimo' dettato solo dalle esigenze di bilancio di Tremonti, che non permette alla famiglie e ai ragazzi una scelta consapevole di un percorso formativo che andrà a determinare il loro futuro lavorativo e di vita'.

 (foto © LaPresse)

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