Excite

Sergio De Gregorio a Servizio pubblico: "3 milioni da Berlusconi per sabotare il governo Prodi"

  • ilfattoquotidiano.it

di Claudia Gagliardi

Ospite di Michele Santoro nella prima puntata stagionale di Servizio pubblico, Sergio De Gregorio ha raccontato la sua versione sulla cosiddetta "compravendita dei senatori", anche nota come "operazione libertà", messa in atto da Silvio Berlusconi corrompendo dei parlamentari per far cadere il governo Prodi nel 2008. Michele Santoro ospita in studio l'ex senatore Idv che ha confessato ai magistrati di Napoli di essere stato corrotto dal Cavaliere con 3 milioni di euro per passare nelle file del Pdl con lo scopo di far mancare la maggioranza all'allora esecutivo del Professore. Una lunga ricostruzione scandita da spezzoni dell'intervista che lo stesso De Gregorio ha rilasciato a Sandro Ruotolo, dagli interventi di Marco Travaglio e Maurizio Belpietro, dall'esperimento inedito della docufiction in diretta, con attori che impersonano i protagonisti delle vicende giudiziarie in questione direttamente in studio.

Silvio Berlusconi torna in tv? Il Cavaliere tentato dal 'bombardamento mediatico'

E' una prima puntata che certamente farà discutere, quella di Servizio pubblico, intitolata La politica sporca: Sergio De Gregorio racconta a Sandro Ruotolo e conferma in studio a Michele Santoro di essere intervenuto con pressioni diplomatiche sul governo di Hong Kong "per conto di Silvio Berlusconi, per bloccare le inchieste della magistratura italiana sui fondi neri", una volta avvertito dal console a Roma della richiesta di rogatoria internazionale nell'ambito dell'inchiesta sulla compravendita dei diritti tv Mediaset. E soprattutto racconta di essere stato "usato, coccolato e pagato" per la sua "attività politica" e poi gettato via da Silvio Berlusconi.

Servizio pubblico, Santanchè vs Travaglio su Ruby: "La vittima dov'è? Io pago due donne, sono lesbica?"

Sergio De Gregorio conferma quanto dichiarato ai magistrati di Napoli Woodcock e Piscitelli che hanno istruito l'inchiesta sulla compravendita dei senatori e chiesto il rinvio a giudizio di Berlusconi (così come di De Gregorio Lavitola) con l'accusa di corruzione e finanziamento illecito ai partiti. L’ex parlamentare Idv racconta di aver ricevuto 3 milioni di euro dal Pdl, di cui 1 destinato al finanziamento del suo partito Italiani nel mondo e regolarmente registrato alla Camera, e 2 in nero per far cadere il governo Prodi nel 2008: "Ho dato dimostrazione ai pm di quanto raccontato. I tre milioni avuti li ho versati sui conti correnti delle mie società. Ho portato le prove dei versamenti. Non sono un visionario e non ho mai detto nulla che non sapessi con certezza". Il denaro, versato a De Gregorio dal faccendiere Valter Lavitola, era il compenso per attuare una "strategia di sabotaggio del governo Prodi" pilotata da Silvio Berlusconi. Il Cavaliere, allora all'opposizione, "mi ha supportato e spinto perchè attivassi quella strategia di sabotaggio", spiega De Gregorio. L'operazione sarebbe stata attuata con una "campagna acquisti sistematica" per avvicinare "fino all'ultimo senatore disponibile" affinchè mancassero i numeri alla maggioranza. Dopo l'arresto di Lavitola e il rifiuto di Berlusconi di incontrare De Gregorio, il senatore ha deciso di confessare tutto ai magistrati: "Io ho negoziato la mia funzione pubblica di senatore (...) Per fare politica a certi livelli devi sporcarti le mani, ma oggi non lo rifarei".

La puntata di Servizio pubblico ha ricostruito, anche attraverso lo stratagemma del docu-drama in diretta tv, la complessa vicenda dei diritti tv Mediaset al centro del processo recentemente giunto a conlusione con la sentenza definitiva di condanna per frode fiscale a carico di Silvio Berlusconi: un articolato sistema di compravendita di diritti cinematografici ideato per evadere il fisco e creare fondi neri all'estero accumulati in società off-shore. Soldi che negli anni, ha ricordato Travaglio nel suo editoriale, sono serviti a Berlusconi per le sue scalate imprenditoriali, il finanziamento di alleati politici e comprovate azioni corruttive (come quella dei giudici Squillante e Metta). Tanto da chiedersi cosa sarebbe stata la storia di Berlusconi senza la disponbilità di quei fondi occulti perchè, secondo Travaglio, "è un’infame calunnia che Berlusconi sia un frodatore fiscale. Lui non nasce evasore, nasce corruttore".

politica.excite.it fa parte del Canale Blogo News - Excite Network Copyright ©1995 - 2017