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Sergio De Gregorio, arresto negato: il Senato lo salva

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"Escludo l'ipotesi di un accordo politico che ha portato al 'no' all'arresto di De Gregorio. E' una questione di coscienza, come è giusto che sia" ha detto ai giornalisti fuori da Palazzo Madama l'ex tesoriere della Margherita, Luigi Lusi, al termine della sessione di voto al Senato che ha salvato Sergio De Gregorio dagli arresti domiciliari richiesti dai magistrati di Napoli. Eppure le voci alla Camera Alta sussurrano proprio la parola 'inciucio'.

Con 169 senatori contrari, 109 a favore e 16 astenuti, il pidiellino fondatore del Movimento Italiani nel Mondo, indagato nell'inchiesta sui fondi pubblici a L'Avanti con il faccendiere Valter Lavitola, ha ricevuto dai colleghi una dimostrazione di fiducia che l'ha portato ad affermare di avere notato "una presa di coscienza del fatto che gli arresti non devono essere comminati senza motivo", rigettando con forza l'ipotesi di un accordo per barattare la sua libertà con l'arresto di Lusi e annunciando che lui voterà contro. Ma fatti due conti, qualcosa non torna.

I senatori Pdl, infatti, sono 127, il leghisti 22 e quelli di Coesione Nazionale 13, per un totale di 162 voti, aggiungendo ai quali 7 'franchi tiratori' si arriva alla maggioranza che ha detto no agli arresti domiciliari per De Gregorio. Tuttavia, in sede 'ufficiosa' i rappresentanti del Carroccio hanno ribadito compatti di avere rispettato le dichiarazioni della vigilia, ovvero di non opporsi alla richiesta dei magistrati di Napoli. Che cosa è successo, allora?

Nonostante l'ipotesi paventata nel pomeriggio dal vicecapogruppo del Pd Luigi Zanda di un voto contrario della Lega per rinsaldare l'asse di forza con l'alleato storico, il Pdl, l'impressione condivisa dai più è che il voto a scrutinio segreto abbia innescato dei meccanismi che hanno portato a una discrasia tra dichiarazioni programmatiche e azione, determinando in ultima istanza la salvezza di De Gregorio e lasciando più di un dubbio sull'eventualità di un accordo sotterraneo in vista della nuova votazione per decidere l'arresto di Lusi.

Un esito che ha portato il senatore Pd Francesco Sanna a parlare di "una brutta pagina" scritta "dal Senato per come è stata rappresentata l'opinione dei gruppi in Aula sulla richiesta di arresti a De Gregorio e poi per come, nel segreto dell'urna, si sono espressi i senatori" e la presidente del gruppo al Senato, Angela Finocchiaro, ad affermare che il 'no' all'arresto di De Gregorio contribuisce "proprio in questo momento, a screditare e umiliare il parlamento e la politica".

Da parte sua, invece, il senatore 'salvato' ringrazia i colleghi del gruppo e "altri che non conosco", dice comunque di "non aver niente da festeggiare" e annuncia l'intenzione di non ricandidarsi e di lasciare la politica "per l'esigenza di rinnovamento avanzata dal Pdl".

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