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Sergio Mattarella, chi è il nuovo Presidente della Repubblica eletto con 665 voti al quarto scrutinio

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Politico di lungo corso, in Parlamento dal 1980 nelle fila della Dc fino allo scioglimento della “Balena Bianca”, poi nel Partito Popolare e nella Margherita che aveva contribuito a fondare dopo le lacerazioni interne all’area centrista, Sergio Mattarella è stato scelto dalle Camere in seduta comune al quarto scrutinio come dodicesimo Presidente della Repubblica.

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L’accordo tra Pd e altri gruppi come Ncd-Udc, con in aggiunta il sostegno raccolto da Renzi a sinistra grazie ai voti di Sel e di alcuni fuoriusciti del M5S entrati nell’orbita del governo, ha permesso al 73enne giudice costituzionale di Palermo di salire al Colle nelle vesti di successore di Giorgio Napolitano, forte di un ampio consenso certificato dalle 665 schede col suo nome inserite nell’urna per l’elezione del Capo dello Stato.

Un rebus, quello del Quirinale, risolto in tempi decisamente brevi, nonostante le tensioni dei giorni scorsi tra le principali forze politiche, compresi i due partiti promotori del cosiddetto patto del Nazareno per le riforme istituzionali nella legislatura in corso.

Figlio secondogenito di Bernardo Mattarella, storico dirigente della Democrazia Cristiana ai tempi di De Gasperi e più volte ministro degli esecutivi dorotei del dopoguerra, il presidente della Repubblica eletto alla quarta “chiama” del 31 gennaio non ha mai abbandonato il fronte del cattolicesimo democratico, passando dalla sinistra Dc all'Ulivo/Unione di Prodi, D’Alema e Veltroni in oltre 3 decenni di vita politica e parlamentare in prima linea.

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La tragica morte del fratello Piersanti, esponente in vista dello stesso partito del padre negli anni 70 e 80 e presidente della Regione Sicilia al momento dell’assassinio da parte dei sicari di Cosa Nostra, aveva consegnato a Sergio una impegnativa eredità politica, portata avanti senza passi indietro con incarichi di prestigio in vari esecutivi, sempre di area centrista o progressista.

Dalla Corte Costituzionale al Colle, il "salto" di Sergio Mattarella: foto

Nominato al vertice del dicastero della Pubblica Istruzione da Giulio Andreotti nel 1989, Sergio Mattarella rassegnò le dimissioni un anno dopo in polemica con la decisione dei suoi colleghi di appoggiare l’approvazione della controversa legge Mammì, criticata per le “generose” concessioni alle emittenti dell’allora emergente tycoon della tv privata Silvio Berlusconi.

Prima di ricoprire il prestigioso incarico di ministro della Difesa durante il governo D’Alema, l’attuale Presidente della Repubblica (in più occasioni scelto come sottosegretario) mise la sua firma sulla celebre legge elettorale, con sistema maggioritario e recupero proporzionale, passata alla storia come Mattarellum e rimasta in vigore dal 1994 al 2001.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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