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Service Tax 2014, Imu, esodati, piano casa: il decreto legge - Scheda

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Silvia Artana

Al termine di un Consiglio dei ministri durato poco più di un'ora la questione intorno alla quale ruotava da mesi il dibattito politico ha trovato un punto (quasi) fermo: l'Imu è stata abolita. Almeno, la rata di settembre sicuramente, mentre per quella di dicembre parte ora una corsa contro il tempo da parte del governo per trovare la copertura necessaria. I fondi però dovrebbero esserci e così ecco che gli italiani si apprestano a mettere in soffitta un balzello mal tollerato fin dalla nascita, che però - nonostante le rassicurazioni di Enrico Letta e Angelino Alfano - non scomparirà tout court, ma verrà sostituito da un'altra imposta, la Service Tax o Taser, e vedrà tornare l'Irpef. Ecco allora una scheda tecnica dei provvedimenti contenuti nel decreto legge approvato ieri in Cdm, che comprende anche il rifinanziamento della cassa integrazione, pensioni per gli esodati e prestiti agevolati per le giovani coppie e i lavoratori atipici.

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Imu e Service Tax (Taser)
La novità più attesa del Cdm del 28 agosto è senza dubbio lo scioglimento del nodo dell'Imu. Dopo serrate trattative nella maggioranza, il Pd alla fine ha accondisceso al grande cavallo di battaglia del Pdl: l'abolizione dell'Imposta Municipale Unica. Ma quali sono i dettagli dell'operazione? La rata di giugno - che avrebbe dovuto essere pagata il 16 settembre - è stata cancellata definitivamente, mentre per il saldo di dicembre c'è un impegno scritto delle parti per la sua eliminazione. Il nodo restano i fondi per coprirla, ma in tal senso non dovrebbero esserci problemi ed entro la metà di ottobre l'Imu dovrebbe andare definitivamente in pensione. Tuttavia, non c'è troppo da rallegrarsi: in ottemperanza alla legge di Lavoisier - "nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma" - la tassa sugli immobili cambia volto, ma non sparisce e diventa Service Tax (o Taser, ma il nome è sparito in fretta dopo l'ironia di cui è stato fatto oggetto in rete). Da gennaio 2014, come spiegato dal Governo in una nota, arriverà dunque la Service Tax, che 'ingloberà' il costo della raccolta dei rifiuti (l'odierna Tares) e dei servizi indivisibili, e si comporrà di due parti, la Tari e la Tasi. La Tari "sarà dovuta da chi occupa, a qualunque titolo, locali o aree suscettibili di produrre servizi urbani" e le aliquote saranno decise dai singoli comuni, con ampia flessibilità ma in ogni caso nel rispetto del principio "chi inquina paga" e in modo tale da garantire una copertura completa del servizio. La Tasi, invece, "sarà a carico di chi occupa fabbricati", quindi sia del proprietario che dell'utilizzatore, e la base imponibile sarà decisa dai Comuni prendendo come metro di valore la superficie o la rendita catastale. La differenza con l'Imu? Come puntualizzato da Letta, la Service Tax non graverà sui beni immobili, ma sui servizi, "come se si fosse in un condominio, per cui ci sono servizi comuni che devono essere pagati". Tuttavia, la cancellazione dell'Imu comporterà il "ripristino parziale della imponibilità ai fini Irpef dei redditi derivanti da unità immobiliari non locate", ovvero il pagamento della tassa sulle case sfitte e sui redditi dominicali dei terreni non affittati.


Esodati
Altro tema caldo affrontato dal governo Letta è quello degli esodati. Dopo i tre provvedimenti varati ancora dall'esecutivo di Monti, il quarto - previsto inizialmente entro l'autunno - è stato approvato ieri e interessa 6.500 "licenziati individuali". Nello specifico, grazie allo stanziamento di 700 milioni di euro, chi è stato licenziato o ha concordato il licenziamento tra il 1° gennaio 2009 e il 31 dicembre 2011 e chi avrebbe dovuto andare in pensione con le vecchie regole tra dicembre 2011 e dicembre 2014 potrà finalmente godere dello status di 'pensionato'. Un provvedimento che però non ha convinto la Cgil, che l'ha definito di fatto una 'toppa', per "coprire solo l'immediata emergenza".


Cassa integrazione
Nel Cdm del 28 agosto l'esecutivo ha preso provvedimenti anche per l'emergenza cassaintegrati. Il rifinanziamento della cassa in deroga era atteso per settembre ed è stato così anticipato, ma i 500 milioni di euro stanziati sono stati definiti una "cifra irrisoria" da parte della Cgil. I fondi per il 2013 arrivano in questo modo a un totale di 2,5 miliardi (il medesimo importo del 2012) e lo stesso ministro Enrico Giovannini ha ammesso che "non è detto che esaurisca la necessità".


Piano casa (prestiti agevolati per le giovani coppie e i lavoratori atipici)
L'ultimo punto del decreto legge approvato in Cdm riguarda il mercato immobiliare, in ginocchio per la crisi. Per quanto riguarda le compravendite, la Cassa depositi e prestiti (Cdp) metterà due miliardi di euro per sostenere l'erogazione dei mutui a disposizione delle banche e altri due miliardi per finanziare l'housing social a sostegno del Fondo per l'abitare. 40 milioni di euro andranno quindi a contrastare il fenomeno della "morosità incolpevole" (chi ha sempre pagato l'affitto regolarmente e all'improvviso si è ritrovato in difficoltà per ragioni indipendenti dalla propria volontà), 60 saranno versati al fondo per l'accesso al credito alle giovani coppie e ai lavoratori atipici e altri 40, infine, finanzieranno il fondo di solidarietà per le famiglie che faticano a pagare la rata del mutuo. Sul fronte affitti, invece, 60 milioni di euro saranno versati al Fondo per l'affitto dei Comuni, mentre l'aliquota per la cedolare secca passa dal 19% al 15% e - per i costruttori - viene cancellata l'Imu sulle case invendute nell'anno precedente.

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