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Servizio Pubblico 1 marzo - Landini su TAV e democrazia

Maurizio Landini è un fiume in piena e commenta a 360 gradi l'argomento NO TAV di questi giorni: Prima dà del "vecchio" al ragionamento di Bersani: "Si dovevano fare le Olimpiadi, si è cambiata idea. Il ponte dello Stretto idem. Si può cambiare idea anche sulla Tav in questo Paese!" [...] "Credo che ci sia una domanda di democrazia e credo che questa sia a rischio. In Italia i referendum ci sono stati sia sul nucleare che sull’acqua. Quando si parla dei movimenti No Tav io ho cercato di ascoltarli, anche lì ci sono professori, non sono solo al Governo. Dov'è un piano di trasporti in Italia?". [...] "Il problema che il Governo non ha affrontato è la distribuzione della ricchezza. Su questo il Governo non ha fatto nulla. Un altro tema è che manca un piano di investimenti pubblici e privati. Si discute su come riorganizzare certe cose ma non su come creare lavoro, così come quello che sta succedendo con la Fiat. Il Governo che sta facendo? E' forte coi deboli e debole con i forti!" Poi interviene santoro: "Ho uno scoop! E se quello che dice Landini lo dicesse anche qualcuno dall’altra parte?". E parte un'intervista a Carlo De Benedetti (addirittura): "La comunità della Val di Susa che vantaggio ha dalla Tav? Vogliamo affrontare la cosa politicamente? La TAV era sacrosanta venti anni fa, ora penso che con la gente bisogna parlare: non si può imporre una cosa a una comunità che la respinge perché non ha nessun vantaggio".

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