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Servizio pubblico, è lite tra Daniela Santanchè e Roberto Formigoni su Berlusconi decaduto

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di Claudia Gagliardi

Il day after della decadenza di Berlusconi al Senato lo racconta Michele Santoro a Servizio pubblico su La7: dopo quasi vent'anni dalla prima elezione del '94 il Cavaliere non è più in Parlamento e questo spartiacque politico non potrà non avere conseguenze tanto sul governo delle larghe intese quanto sui futuri scenari politici del paese.

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A Servizio pubblico ne hanno discusso la colomba Roberto Formigoni e la pitonessa Daniela Santanchè, ormai su fronti opposti dopo la scissione del Pdl che da cui è sono nati il Nuovo Centrodestra di Alfano e la rediviva Forza Italia già uscita dalla maggioranza di governo. Il tema della serata è la decadenza di Berlusconi, non solo come conseguenza dei suoi guai giudiziari, ma soprattutto come atto politico.

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L'estromissione del leader dalle istituzioni, con conseguente incandidabilità ed ineleggibilità per i prossimi sei anni (ai sensi della legge Severino) è per la Santanchè un "attentato alla democrazia", un golpe per usare le parole del Cavaliere, "un lutto" per ricordare gli abiti neri con cui si sono presentate ieri in Aula quasi tutte le senatrici di Forza Italia. Il dibattito s'infiamma non tanto con l'editoriale di Travaglio, quando il giornalista spiega come quello ai danni di Berlusconi sia un "autogolpe" (la Severino e le leggi anti-prostituzione le hanno approvate anche i suoi parlamentari), piuttosto quando Santoro ricorda le parole famose di Berlusconi nel 1995 a Tempo Reale sui condannati che devono lasciare la politica e Formigoni rivela per la prima volta che all'interno del Pdl ci sono state pressioni perchè Berlusconi si dimettesse spontaneamente.

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"La Santa e il Celeste" (così ironizza la Santanchè in puntata) si scontrano sulla necessità di separare i destini personali di Berlusconi da quelli del Paese: l'ex governatore della Lombardia, che oggi sostiene le ragioni del governo, rivela di aver chiesto personalmente a Berlusconi di fare un passo indietro prima che il Senato lo dichiarasse decaduto. "Abbiamo chiesto a Berlusconi di fare un passo indietro, lo abbiamo fatto riservatamente" rivela il senatore. La Santanché, che ha più volte denunciato in puntata il tradimento degli alfaniani nei confronti del leader, risponde piccata: "Mi viene la pelle d’oca solo a pensare che qualcuno abbia consigliato a Berlusconi di dimettersi". Poi attacca nemmeno tanto velatammente Formigoni: "Berlusconi si paga le vacanze da solo, non è mai dipeso da nessuno e non ha mai rubato soldi agli italiani. pagarsi le cose della vita da solo mi sembra già un grande insegnamento (...) E parlo a nuora perchè suocera intenda".

Il riferimento all'inchiesta sulla sanità lombarda che vede indagato Formigoni e alle vacanze del governatore pagate da Daccò non passa inosservato e ne nasce un teatrino: "Ma io non parlavo mica di te, Roberto. Era un caso teorico... perchè ti scaldi, hai la coda di paglia?". "Stai dicendo una balla. Io con Berlusconi ho un rapporto da uomo libero a uomo libero, quello che tu non sei" risponde Formigoni. Ma la Santanchè insiste: "Berlusconi è stato condannato in quanto Silvio Berlusconi, perchè ha sconfitto i suoi nemici impedendo loro di governare". Prima che lo scontro si sposti sull'Imu, Formigoni ribadisce che anche fuori dal Parlamento Berlusconi avrebbe comunque dovuto salvaguardare le larghe intese per amor di patria: "Berlusconi avrebbe fatto un gesto grandioso sostenendo il governo anche da decaduto e pur essendo vittima di un'ingiustizia".

Intanto in serata una delegazione di Forza Italia è salita al Quirinale per ufficializzare il passaggio all'opposizione e chiedere al Presidente della Repubblica una nuova verifica della maggioranza di governo, al momento composta dal Pd, i centristi dell'ormai ex Scelta Civica e il Nuovo Centrodestra guidato da Alfano. Napolitano in una nota ha fatto sapere che "ci sarà senza dubbio un passaggio parlamentare che segni la discontinuità politica tra il governo delle larghe intese e il governo che ha ricevuto la fiducia sulla legge di stabilità". Le modalità della verifica saranno discusse con Enrico Letta lunedì mattina: secondo il premier il passaggio parlamentare servirà a confermare la stabilità dell'esecutivo.

Santanchè vs Formigoni a Servizio Pubblico: il video

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