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Servizio Pubblico, Falciani: "A pagare le tasse sono solo i più poveri"

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Tra gli ospiti della puntata di Servizio Pubblico del 19 febbraio 2015, Hervé Falciani, l'ex tecnico informatico della Hsbc che ha svelato la lista di oltre 100mila clienti da 200 paesi (tra questi 7499 italiani) che utilizzavano la banca svizzera come cassaforte per sfuggire al fisco.

Michele Santoro parte subito all'attacco di Matteo Renzi, reo di "Usare la sua figura presenziando a certe trasmissioni e non altre che gli sono poco simpatiche. regala Audience ad alcuni programmi e lo toglie a qualcun'altro".

Il programma de la7 condotto da Michele Santoro ha visto, fra gli altri, protagonisti anche Antonio Di Pietro, Gian Antonio Stella e Daniela Santanchè, con cui l'ingegnere franco-italiano ha avuto un lungo scontro verbale.

"Falciani non è un Robin Hood, è un ladro di dati" le dure parole dell'esponente di Forza Italia "Ci dica quanti soldi ha preso nel vendere la mailing list, quanto ha guadagnato con il suo libro e che bella vita fa fra champagne e donne".

"Quel che ho guadagnato lo devo al mio lavoro, ai progetti paralleli che ho condotto contemporaneamente agli interrogatori a cui ero sottoposto". A questo punto Falciani ha scatenato l'ilarità del pubblico presente in studio, che si è lasciato andare ad una lunga risata. "Uno dei progetti riguardava l'intelligenza artificiale. E qui (indicando Daniela Santanchè) abbiamo un bell'esempio di intelligenza artificiale".

Caustico l'intervento di Santoro sulle accuse dell'onorevole: "Falciani sarà pure un un ladro, ma un ladro di dati", "ci sono tante tipologie di dati", la risposta della politica piemontese "E in Italia ne conosciamo tanti", la controbattuta del conduttore".

PAGANO SOLO I POVERI - Secondo Falciani, l'intero sistema è strutturato in maniera tale che le tasse gravino in maniera preponderante su "noi e le piccole imprese. Purtroppo ci sono paesi in cui si bada a proteggere le banche da certe informazioni e non a tutelare le persone, la Svizzera è uno di questi".

DI PIETRO - Al solito molto genuino l'intervento di Antonio Di Pietro. "Tutto il caso-Falciani è partito dagli Stati Uniti. Lì si erano stancati di vedere una montagna di soldi sottratti al fisco dai vari paradisi fiscali. Allora i servizi americani hanno parlato con quelli spagnoli, francesi, argentini, tedeschi e italiani. Ma i servizi italiani mica hanno parlato con i magistrati? No sono andati a riferire le informazioni a ...capisci a me...".

Secondo Di Pietro, inoltre, la Svizzera è solo la punta dell'iceberg della vicenda. "Perché non si va a controllare cosa succede in Liechtstein, tanto per dirne uno? Chi possiede soldi puliti non ha bisogno di scudarli, chi fa certe manovre è perché ha denaro illecito".

LA SCHEDA DI TRAVAGLIO - il direttore de "Il Fatto Quotidiano" ha parlato del consiglio dei ministri che ha deciso il futuro di molte banche (trasformando in Spa quelle con almeno 8 miliardi di attivo), tra cui anche la Etruria di cui è azionista il ministro Boschi ( Pier Luigi, suo padre, ne è vicepresidente dal maggio del 2014 oltre che socio ed Emmannuel, suo fratello, ne è dipendente). "Maria Elena Boschi c'era o meno a quel Cdm? Anche se non ci fosse stata, basterebbe a dissipare i dubbi sul conflitto d'interesse?"

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