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Servizio pubblico: Flavio Briatore contro "la maestrina" Costamagna

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A Servizio pubblico, nella quarta puntata dal titolo "Ricchi e poveri" dedicata alla crisi economica, va in scena il siparietto a due facce tra l'ospite in studio, il manager Flavio Briatore, e la giornalista ospite fissa di Michele Santoro, Luisella Costamagna. E' proprio lei ad incalzare l'imprenditore sui suoi guai giudiziari, con un breve ma efficare resumè della sua vita: chi è, cosa ha fatto e soprattutto, quali sono le ombre della sua fulminante carriera.

Briatore contro la "maestrina" Costamagna: guarda il video

Briatore non ci sta ad essere messo alla gogna: lascia parlare la Costamagna, ma contrattacca non appena ottiene la parola: "Abbiamo qui anche la maestrina stasera...". Ad irritare "il boss" è la domanda della giornalista, che parte da lontano ricordando le origini di Briatore a partire dalla giovinezza nella provincia di Cuneo, il diploma da geometra preso a fatica con una tesina sulla costruzione delle stalle, i primi successi imprenditoriali, le condanne per gli affari connessi a bische clandestine e gioco d'azzardo, la latitanza all'estero, il ritrono in Italia con l'amnistia, fino all'ultima inchiesta a suo carico per evasione fiscale da 5 milioni di euro. Poi la domanda riferita al recente ruolo di talent scout di Briatore in The Apprentice: "Quali errori ha fatto e in che cosa i giovani non dovrebbero imitarla?". Applausi scroscianti in studio.

Ed ecco la reazione del boss punto nel vivo: "Ecco la maestrina - si lamenta Briatore -Ma lei che mi fa la lezione, quanti posti di lavoro ha creato?". A difendere la Costamagna interviene Marco Travaglio: "Non è una lezione, si chiama giornalismo". Ancora applausi a pioggia. L'imprenditore prova comunque ad uscirne pulito: rivolgendosi alla Costamagna con l'appellativo "cara maestra", l'imputato Briatore sostiene di avere commesso degli errori, ma di essere stato riabilitato nel 2010 restituendo al fisco italiano tutto il maltolto. E poi, ricorda, si tratta di "problemi di 35 anni fa, io ho vinto 7 mondiali di Formula 1, ho creato Benetton, dò lavoro a 1200 persone nel mondo ogni giorno". Insomma, ci mancava solo che urlasse: "Costamagna, sei fuori!".

Visibilmente piccato, il manager rivendica il diritto di non essere etichettato per gli errori del passato: "Qui da noi c'è sempre un problema di invidia (...) In America uno che cade e si rialza è considerato un genio". Lo corregge Marco Travaglio, perchè gli Stati Uniti sui reati fiscali sono molto più severi del nostro Paese: "Ha fatto l'esempio sbagliato, in America uno condannato per evasione manco lo salutano". A questo punto a chiudere la querelle interviene il conduttore: lo scopo della serata non è certo mettere sotto torchio Briatore (che ha ancora un conto aperto con la giustizia per un'evasione fiscale riguardante il suo yatch). Peraltro, se lo scopo della pena è la riabilitazione, spiega Santoro, bisogna rispettare chi ha espiato le sue colpe. "Andiamo avanti - chisa il conduttore - non siamo qui a fare il processo a Briatore".

Ma ormai il boss si è innervosito e la tensione è evidente. Pochi minuti dopo se la prende con l'economista Nunzia Penelope, rea di contrastare le sue analisi economiche con i dati dei propri studi: "Ma non mi rompa i maroni col suo libro, a quanta gente dà lavoro lei e tutti questi professori? (...) I suoi numeri? Li giochiamo al lotto". Per l'imprenditore, quello di stasera potrebbe sembrare il battesimo televisivo in vista della tanto ventilata discesa in campo. Ma ad inizio puntata il manager, grande amico di Silvio Berlusconi che ha ospitato a Malindi nella sua mastodontica residenza, ci ha tenuto a precisare che non ha intenzione di entrare nella "palude" della politica. La stessa cosa che diceva il Cavaliere nel '94 prima di lanciarsi in un'avventura lunga vent'anni.

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