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Servizio pubblico, l'intervista a Ruby: "Ad Arcore balletti hard"

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Servizio pubblico riparte da La7 e soprattutto da lui, Silvio Berlusconi: Michele Santoro apre la prima puntata del nuovo ciclo del programma ricordando il suo incontro con il Cavaliere prima della discesa in campo del '94, quando provò sommessamente a dissuaderlo dall'intenzione di schierarsi come candidato premier del centrodestra auspicando un suo fallimento. Oggi, dopo quasi vent'anni, il conduttore afferma di aver avuto ragione, ma col rammarico che "in questo Paese la ragione è dei fessi".

Ruby a Servizio pubblico: guarda il video

Si parte con il viaggio dell'inviato Luca Bertazzoni tra le decine di indagati, imputati, condannati in via definitiva e non, per cercare di capire se intendono ricandidarsi alle prossime elezioni politiche. Ne esce un quadro desolante di una casta che non intende rinunciare al suo potere, lontanissima dal sentimento popolare di indignazione che continua a montare sull'onda degli scandali giudiziari. Uno per tutti, valga l'autodifesa di Salvatore Sciascia, ex dirigente Fininvest condannato per tangenti alla Guardia di Finanza e poi "premiato" con la carica di senatore di Forza Italia e Pdl: "Ma io sono un corruttore, mica un corrotto! C'è differenza!". D'altronde la puntata si intitola "Ladri di Stato" e non c'era un servizio più esemplificativo di questo per giustificarne la scelta.

La puntata scorre veloce tra gli inni alla rottamazione di Renzi e le considerazioni di Fini sulla casa di Montecarlo. C'è spazio per ricordare Pasquale Romano, vittima della camorra per uno scambio di persona. E per spiegare la situazione di dissesto dei comuni italiani che con i tagli alla spesa pubblica non riescono a garantire diritti fondamentali come quello alla sicurezza. Immancabile l'editoriale di Marco Travaglio, dedicato a corrotti e corruttori (esemplificati nelle creative figure di "Gustavo Dandolo" e "Godevo prendendolo") che anche con il Ddl anti-corruzione del governo troveranno scorciatoie per non essere condannati.

Ma il pezzo forte della serata arriva in conclusione, oltre la mezzanotte di una prima puntata ricca di interventi: si tratta dell'intervista a Ruby Rubacuori, ossia Karima El Marough, la marocchina che frequentava ancora minorenne le cene dell'ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Sono passati due anni dall'esplosione dello scandalo Ruby, il processo è in corso a Milano (il Cavaliere è imputato per concussione e induzione alla prostituzione, anche minorile, ndr), mentre Ruby è diventata mamma e sembra raccontare ormai con distacco quello che accadeva ad Arcore. Approdata a Villa San Martino su invito di Lele Mora, la ragazza continua a sostenere che Berlusconi non sapesse della sua minore età: "Hanno saputo la sera della questura che ero minorenne. Non ricordo quando l'ha saputo Lele Mora". La sera in questione è quella in cui Ruby era stata arrestata in seguito ad una denuncia per furto (la stessa sera della famosa telefonata di Berlusconi in Questura per chiederne la liberazione in quanto "nipote di Mubarak") e poi prelevata da Nicole Minetti e riportata a casa della sua convivente Michelle Conceicao, che di mestiere, secondo Ruby, faceva la prostituta.

Ma cosa accadeva ad Arcore? Si ballava, inscenando spettacoli anche piuttosto spinti ("Balletti hard? Sì ognuno faceva quello che riteneva giusto fare. C'era la ragazza più spigliata e quella meno. Se volevi lo facevi") e poi magari si rimaneva lì per la notte: "Sono rimasta ad Arcore qualche weekend. Berlusconi parlava di politica fino alle 5 del mattino e poi si andava a dormire" dichiara Ruby. L'allora premier non le avrebbe mai chiesto di avere rapporti in maniera esplicita, ma l'ha aiutata economicamente con del denaro. E' questo il motivo per cui la diciassettenne frequentava Arcore, ma non solo: "Ti sentivi come una principessa, preferivo stare lì piuttosto che a Corso Como a farmi dare pacche sul sedere". Delle ex olgettine non sente nessuna, tranne Marysthelle Polanco, mentre con il Cavaliere non ha più avuto contatti, tranne un suo messaggio di auguri in occasione della nascita di Sofia. A proposito, sua figlia in un contesto come quello di Arcore ce la manderebbe? La risposta è secca: "Assolutamente no". Chiude la puntata, insieme alle vignette di Vauro, il commento laconico di Santoro: "Senza nostalgia".

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