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Servizio pubblico, Marco Travaglio a Stefano Fassina: "Renziano lo dice a sua sorella"

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Anche Marco Travaglio sul carro di Renzi? Nessuno provi a rinfacciare simpatie renziane al vicedirettore del Fatto Quotidiano. E' quello che ha fatto Stefano Fassina, deputato Pd ed ex viceministro dell'Economia del governo Letta, ospite della puntata di Servizio pubblico in onda su La7 giovedì 23 gennaio, provocando la reazione piccata del giornalista.

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Durante il talk show di Michele Santoro, il dimissionario Fassina ha assistito in diretta al lungo editoriale di Marco Travaglio tutto dedicato ai 'dialogatori' di sinistra, quelli che in questi anni hanno sempre cercato una sponda in Berlusconi, dalla Bicamerale fino alla rielezione di Napolitano, e oggi si scandalizzano per l'incontro e l'accordo di Renzi con il leader di Forza Italia sulla legge elettorale.

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Incontri segreti, accordi sottobanco, Travaglio gioca a fare il "Senti chi parla" col Pd, ricordando tutti gli inciuci di questi anni. Dalle visite di D'Alema agli Studi Mediaset al "patto della crostata" svelato da Minzolini, passando per le operazioni che hanno resuscitato Berlusconi dopo la caduta dei governi Prodi, fino agli accordi per l'elezione del Presidente della Repubblica dopo le ultime elezioni politiche: "Anche Bersani incontrò Berlusconi di nascosto, in un ufficetto di Montecitorio scelto da Verdini. Lì Berlusconi decise il candidato del Pd al Quirinale: Marini. Bersani si impegnò a farlo votare da tutto il Pd: tranquillo, non candideremo Prodi. Risultato: Marini non passò, Prodi fu candidato e impallinato, e così restò Napolitano, cioè il vero candidato di Berlusconi".

Poi il lungo passaggio su Stefano Fassina, con un excursus sull'evoluzione delle sue posizioni politiche: da esponente Pd di aria bersaniana contrarissimo alle larghe intese a viceministro del governo Letta che rilascia interviste in coppia con Brunetta, fino al Fassina dimissionario in conflitto col segretario del suo stesso partito. Altro che il celebre "Fassina chi?". Per Travaglio la vera domanda è "Fassina quale?". Perchè "i Fassina sono tanti, come Picasso: periodo rosa, periodo blu". Spiega il vicedirettore del Fatto: "Un anno fa, dopo il voto, ripeteva: 'Mai al governo col Pdl, se Grillo non ci sta si torna al voto'. Poi nacque il governo Letta e lui niente: 'Non ne faccio parte perché è prevalsa la continuità col governo Monti che una figura come la mia non poteva garantire'. Due giorni dopo era viceministro dell'Economia. E risolse il lacerante conflitto interiore con una supercazzola all'Unità: 'Noi scommettiamo sulla nostra cultura politica alternativa al berlusconismo, ma autonoma dal berlusconismo e sufficientemente forte per affrontare la sfida del governo di compromesso e respingere la retorica reazionaria dell'inciucio dei Travaglio e della Trilateral Grillo-Casaleggio'".

Nei mesi al governo non è mancata una coesione d'intenti con (ex?) avversari come Brunetta, finchè con la vittoria di Renzi alle primarie Fassina ha lasciato l'esecutivo: "Il 4 gennaio s'è dimesso sbattendo la porta. Non contro l'alleato pregiudicato (da 5 mesi), ma contro Renzi, segretario del suo partito. Sabato ha detto: 'Mi vergogno per l'incontro Renzi-B'. Quale Fassina si è vergognato? Il nemico delle larghe intese, il viceministro delle larghe intese o quello che sbaciucchiava Brunetta? Speriamo che i tre Fassina non si incontrino mai, sennò ci scappa il morto".

Nella sua replica Fassina ribadisce che all'indomani delle elezioni il Pd ha cercato la strada di un governo alternativo con i 5 Stelle e che non aveva intenzione di governare con Berlusconi. Poi "i drammatici giorni dell'elezione del Presidente della Repubblica" hanno portato alla conferma al Quirinale di Napolitano ed è qui che Fassina si tradisce: "Sapevamo che Napolitano era contro le elezioni e che rieleggerlo significava fare le larghe intese". Dunque il Pd ha scelto scientemente la soluzione delle larghe intese. Ma anche qui Fassina insiste: "Sono andato al governo, ma non volevo andarci, l'ho fatto perchè perché il segretario del mio partito e il premier mi hanno chiesto di dare una mano".

Poi lo scontro con Marco Travaglio, acusato di essere salito sul carro del vincitore Renzi per le dichiarazioni che, in realtà, non fanno altro che mettere in evidenza le incoerenze del Pd: "Mi stupisce questo renzismo di Travaglio, è quasi un intellettuale organico ormai". Immediata la replica del giornalista: "Renziano lo dice a sua sorella, mi scusi". E ancora, Fassina ricorda che il Pd ha votato per la decadenza di Berlusconi: "C’era una legge che ve lo imponeva" ricorda Travaglio al deputato Pd, che ribatte ricordando le diverse "interpretazioni in campo sulla Severino". "Ma lei si vanta di aver applicato una legge?" conclude Travaglio. Ecco il video dell'editoriale seguito dalla replica di Fassina.

Servizio pubblico, video del botta e risposta tra Marco Travaglio e Stefano Fassina

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