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Servizio pubblico, Travaglio replica a Grasso: "Furbo e bugiardo"

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Marco Travaglio controreplica al presidente del Senato Pietro Grasso: continua il botta e risposta a distanza tra i due, che dopo il primo scontro telefonico di una settimana fa non si sono incontrati a Piazzapulita, dove l'ex magistrato si è difeso dalle critiche del giornalista. "Risponderò a Grasso a Servizio pubblico" aveva annunciato Travaglio. E lo ha fatto con un lungo editoriale nella puntata di giovedì 28 marzo 2013.

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L'intervento di Travaglio è una versione più dettagliata delle critiche già esposte una settimana fa e arricchita dalla controreplica alle parole di Grasso a Piazzapulita. Stavolta, oltre che dare del "furbo" al presidente del Senato, Travaglio si spinge oltre e lo definisce "bugiardo", gli ricorda di essere uno dei pochi magistrati apprezzati trasversalmente da sestra e da sinistra, dal Pd e da Berlusconi, smonta l'autodifesa di Grasso con una lettura antitetica dei fatti.

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L'editoriale di Travaglio si rivolge direttamente a Grasso: "Lei si aspetta killeraggio, dobbiamo deluderla. Solo fatti e domande, a cui lei non è abituato, perché caso unico nella storia degli ultimi 20 anni, lei piace a tutti, politici e giornali". Poi il giornalista ribadisce le critiche alla persona, analizzando il suo profilo di magistato troppo cauto nei confronti della politica e poco leale con i colleghi: "Lei è un italiano furbo, una specie di Alberto Sordi della toga, un campione di slalom gigante. Mentre tanti altri magistrati venivano insultati da Berlusconi, lei veniva elogiato e favorito. Ho anche ricordato che ha proposto a Berlusconi un premio Antimafia. Lei ha negato, ha detto che quei furboni de La Zanzara l’hanno fraintesa, ma ascoltando quella puntata è chiaro quello che voleva dire".

Travaglio analizza le parole di Grasso a Piazzapulita: "Anche lunedì scorso si è dimostrato molto furbo, perchè i colleghi magistrati da lei citati rischiano la querela, lei no per la sua carica istituzionale". Poi aggiunge: "Lei, caro presidente Grasso, oltre che furbo è anche bugiardo". E così parte l'elenco delle bugie di Grasso, partendo però dalle parole lusinghiere di Marcello Dell'Utri su Pietro Grasso, suo vecchio allenatore della Magica Lupo a Palermo: "Quando giocava a calcio era famoso perché era l’unico che usciva dal campo sempre pulito, anche quando c’era il fango. Riusciva a non sporcarsi mai".

Travaglio attacca Grasso per aver rifutato di mettere il visto alla richiesta d'appello nel processo Andreotti, un gesto "interpretato come una presa di distanza dal processo del secolo iniziato da Caselli" e che lo ha messo in difficoltà di fronte all'intera Procura di Palermo e gli è valso il plauso della politica. E a nulla vale la motivazione riportata da Grasso secondo cui non ha vistato la richiesta perchè era stato ascoltato nel processo di primo grado come testimone: "una scusa posticcia, suggerita ex post e inventata da un collega, ci sono persone pronte a venire in tribunale a testimoniarlo se lei dovesse querelarmi".

Il giornalista ribadisce che Grasso si è tenuto debitamente alla larga dalle inchieste su politica e mafia: "In sei anni alla Procura di Palermo ha processato un solo politico, Totò Cuffaro, perchè per caso gli è capitato di ascoltare una sua intercettazione con un mafioso". E ricorda che Grasso a Piazzapulita, alla domanda su quali altri politici abbia mai processato, ha risposto indicando un tale dsoprannominato "Mangialasagne, un consigliere Udc che non contava niente, faceva più bella figura a non rispondere".

Travaglio critica anche la gestione del caso Giuffrè, il pentito che per tre mesi fu tenuto nascosto da Grasso alla Procura di Palermo e lancia l'affondo finale sulcaso Caselli, escluso dal concorso alla Procura Nazionale Antimafia in favore di Grasso: "Lei dice di non aver chiesto le tre leggi incostituzionali del centrodestra che di fatto facevano fuori Caselli, ma si può ottenere anche senza chiedere, probabilmente perchè si è meritato". Non è un caso, per Travaglio, che Grasso sia "l'unico pm antimafia elogiato da Dell'Utri e Berlusconi". E secondo il giornalista, di fronte ad un "concorso truccato", Grasso avrebbe potuto "rinunciare, oppure dimettersi una volta nominato", non solo per lealtà nei confronti di Caselli ma soprattutto perchè le leggi che gli consegnavano la carica di Procuratore erano incostituzionali.

Il giornalista non rinuncia al confronto con Grasso e chiede ancora una volta un faccia a faccia che avvenga a Servizio pubblico o in un altro format, purchè non a Piazzapulita: "Se vuole, ci vediamo qua e ci spiega tutto, oppure organizziamo un confronto in campo neutro, ci vediamo da Mentana, dalla Gruber, da Lerner, se vuole anche dalla Parodi. Ci faccia sapere".

L'editoriale di Marco Travaglio a Servizio pubblico

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