Excite

Sesso con la segretaria per contratto: bufera su De Fanis, assessore alla Cultura in Abruzzo

  • Youtube

Un contratto, o meglio una scrittura privata, tra datore di lavoro e dipendente con ad oggetto prestazioni sessuali, nero su bianco. Anche questa è l’Italia, un Paese dalle mille risorse ma che stenta a ritrovarsi dopo una parabola discendente che va ben oltre l’ambito economico.

La storia dell’assessore alla Cultura della regione Abruzzo e della sua segretaria rischia di essere lo specchio dell’immagine più deteriore della politica nazionale, anche se è purtroppo lecito sospettare che questo sia tutt’altro che un caso isolato.

Protagonisti della scandalosa avventura, l’esponente del Pdl Luigi De Fanis e la sua giovane collaboratrice, assunta nell’ente pubblico per chiamata diretta senza concorso. Nel documento rinvenuto dalle forze dell’ordine all’interno dell’abitazione dell’impiegata regionale (durante la notifica di un ordine d’arresto per corruzione) una clausola a luci rosse è subito balzata all’attenzione degli agenti: “almeno quattro volte al mese, si legge nel foglio inutilmente strappato dalla cofirmataria del contratto, “la dipendente è tenuta a stare insieme al sig…” e cioè a "fare l’amore”, senza se e senza ma insomma.

L’inedita formula negoziale utilizzata dalle parti promotrici dell’accordo in questione ha naturalmente fatto saltare sulla sedia inquirenti e opinione pubblica, consegnando al pubblico ludibrio i due protagonisti dell’incredibile vicenda. Sia il 53enne politico che la 32enne si sono così visti crollare in mondo addosso, dopo essere peraltro stati oggetto di due provvedimenti giudiziari di per sé già abbastanza pesanti, ai quali si aggiungeranno nuovi infamanti capi d’accusa, tra i quali il peculato.

Impressionante, a detta di tutti i commentatori, l’automatismo col quale si legava la retribuzione percepita dalla donna alle prestazioni extra-lavorative garantite alla controparte, circostanza confermata dalla segretaria particolare di De Fanis davanti al pm Giuseppe Belleli: L’assessore era ossessionato da me, non potevo evitare di firmare, anche perché mi trovavo in una situazione familiare particolare”, ha provato a giustificarsi la dipendente della Regione in tribunale.

Diverse le condotte illecite rilevate in sede d’indagine, come ad esempio l’utilizzo dell’auto istituzionale a fini personali e l’aggiramento degli orari d’ufficio tramite la solita tecnica del “timbra e fuggi”, concordata di volta in volta dai due complici per poi portare a compimento gli incontri intimi “contrattualizzati”.

politica.excite.it fa parte del Canale Blogo News - Excite Network Copyright ©1995 - 2017