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Sfiducia al ministro Cancellieri, mozione respinta: clamorosa protesta dei 5 stelle in aula

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Tensione in aula nel giorno della discussione sulla mozione di sfiducia individuale contro il Guardasigilli presentata dal Movimento 5 Stelle. Incassato, con due diverse votazioni, il sostegno pressoché compatto della maggioranza di larghe intese (Pd compreso) Anna Maria Cancellieri è uscita dall’angolo ribadendo la propria intenzione di proseguire nel proprio mandato, non prima di una pronuncia in senso favorevole del Parlamento.

Renzi sul caso Cancellieri

Da segnalare, oltre al granito appoggio delle forze di centrodestra, la ritirata tattica del fronte “renziano” interno alla compagine parlamentare del Partito Democratico, che sembra voler mettersi alle spalle questa polemica per aiutare Letta e ministri a rilanciare l’azione di governo. Durissimi gli interventi di alcuni esponenti dell’opposizione, in particolare del M5S, sul piede di guerra dentro e fuori dalle aule istituzionali.

A tenere banco, nelle ultime ore, è stata in particolare la protesta inscenata dai rappresentanti “grillini”, protagonisti di una colorita iniziativa mirata a sottolineare l’indignazione di una parte del Paese per l’atteggiamento del ministro in occasione delle telefonate con la famiglia Ligresti.

I “cittadini” eletti nelle liste del movimento fondato da Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio hanno fatto suonare in contemporanea decine di cellulari, rimandando simbolicamente all’ormai noto colloquio telefonico intercorso tra la Cancellieri e un familiare dell’immobiliarista siciliano. "Il problema", a detta degli esponenti del M5S, “non è giudiziario ma politico e riguarda il concetto di giustizia, evidentemente non più uguale per tutti, considerato che esistono cittadini di serie A ed altri di serie B”, come ha ribadito in aula il portavoce pentastellato Tancredi Turco davanti ai colleghi di Montecitorio.

Prima di lui, la titolare del dicastero della Giustizia, prendendo la parola per difendersi dalle accuse di favoritismo nei confronti di un detenuto illustre, aveva affermato di aver “agito nel rispetto delle leggi, senza aver fatto abusi o privilegiando qualcuno rispetto ad altri, come dimostrato dai fatti”. Pur rivendicando il rapporto di amicizia coi Ligresti, la Cancellieri ha così rigettato le obiezioni avanzate dai deputati dell’opposizione, ottenendo gli applausi a scena aperta di un vasto arco di forze parlamentari, dai democratici al Pdl passando per Scelta Civica e gruppi minori di area vicina al governo Letta.

Si chiude con la riconferma, sia nella prima che nella seconda votazione alla Camera dei Deputati, della fiducia all’autorevole rappresentante dell’esecutivo di larghe intese, ma le polemiche resteranno sul campo per molto tempo, con strascichi tutt'altro che leggeri per i partiti di maggioranza, tra tutti il Pd.

Era stato Guglielmo Epifani, sempre dai banchi del Parlamento, a chiarire le intenzioni del partito, chiamato a sostenere l’ennesima prova di forza di questa legislatura, a poche settimane dalle attese primarie che proporranno al popolo del centrosinistra un nuovo potenziale leader, pronto a serrare i ranghi a sostegno di Enrico Letta e forse anche ad affrontare eventuali impegni elettorali anticipati con una legittimazione “dal basso”.

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