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Egitto, arriva l'accordo tra governo e opposizione. Ma continuano le manifestazioni

In Egitto arriva l'accordo tra governo ed opposizione, che però sembra non soddisfare i manifestanti che ormai da 14 giorni fanno sentire forte e chiara la loro voce. Nel corso del negoziato tra il vicepresidente Omar Suleiman e il fronte dell'opposizione, inclusa la Fratellanza Musulmana, a Il Cairo è stato raggiunto l'accordo secondo cui entro marzo i partiti egiziani formeranno una commissione per le riforme costituzionali.

Il portavoce del governo, Magdi Radi, ha fatto sapere che la commissione 'includerà magistrati ed esponenti politici che metteranno a punto emendamenti alla costituzione'. A quanto pare nel mirino delle riforme vi sarà la Legge di emergenza, in vigore in Egitto dal 1981 e che è destinata ad essere abrogata, e gli articoli 76 e 77 della costituzione, che riguardano i requisiti per la corsa alla carica presidenziale e la durata del mandato del capo dello Stato.

I Fratelli musulmani hanno però fatto sapere che le riforme proposte dal regime di Hosni Mubarak per uscire della crisi politica sono 'insufficienti', e rappresentano solo l'inizio della trattativa e hanno affermato: 'Se vediamo in futuro che il dialogo non è serio certamente inviteremo il popolo a una nuova rivolta'.

Con la creazione della commissione per le riforme costituzionali, composta anche da giudici, si vuole essere certi che l'attuale governo faccia queste riforme.

A quanto pare, però, gli oppositori del presidente egiziano continuano a chiedere che Mubarak faccia un passo indietro. La richiesta è chiara: il presidente Mubarak deve dimettersi o consegnare immediatamente il proprio potere nella mani del suo vice. L'ormai nota piazza Tahrir è ancora una volta teatro di manifestazioni. Nonostante l'avvio di dialogo tra governo e opposizione, molti sono ancora decisi a continuare la loro campagna contro Mubarak.

Nel frattempo ieri sera il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, in un'intervista a Fox News, è tornato a ribadire che l'Egitto non tornerà indietro. Obama ha detto che gli Usa non intendono dettare al presidente egiziano cosa deve fare, ma inequivocabilmente suggeriscono che è giunto il momento di cambiare.

 (foto © LaPresse)

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