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Sicurezza, al via il piano per l'impiego dei soldati nelle città

Parte oggi il piano che prevede l'impiego dei soldati nelle città. Saranno 3mila i soldati a presidio di siti fissi e occupati nel pattugliamento. Tra loro anche 32 soldatesse. Per la vigilanza di obiettivi sensibili ne verranno utilizzati mille, altri mille si occuperanno del controllo dei Centri per immigrati e, infine, altri mille saranno impiegati nelle pattuglie miste in nove città.

Il piano d'impiego è stato firmato il 29 luglio dal ministro dell'Interno, Roberto Maroni, e da quello della Difesa, Ignazio La Russa, ed avrà una durata di sei mesi al termine dei quali, dopo una valutazione, si deciderà l'eventuale proroga. Il costo previsto dal piano, per il 2008, è di 31,2 milioni di euro.

L'equipaggiamento dei militari, proveniente per lo più dall'Esercito, cambierà in relazione al servizio svolto. I soldati impegnati nel pattugliamento indosseranno l'uniforme d'ordinanza estiva, composta da pantaloni e camicia a maniche corte, e saranno armati di pistola; i militari a presidio degli obiettivi sensibili e dei centri immigrati, invece, indosseranno la tuta mimetica e imbracceranno un fucile. Sarà di pubblica sicurezza il ruolo ricoperto dai soldati i cui compiti sono vigilare i centri per immigrati, presidiare 72 obiettivi sensibili e pattugliare 9 città. Potranno procedere agli arresti solo in flagranza di reato.

Tra le città presidiate ancora incerta la situazione di Roma. Qui oggi sono partiti i controlli delle stazioni della metropolitana, delle ambasciate e del Centro per immigrati di Ponte Galeria. E' scontro però sulla presenza dei militari nel centro storico. Favorevole il ministro della Difesa, contrario il sindaco Gianni Alemanno che ha affidato la decisione al prefetto Carlo Mosca.

Sul fronte politico diverse sono state le reazioni. Entusiasta la maggioranza, critica l'opposizione. "Quella dei soldati per le strade delle città è l'ennesima sceneggiata di questo governo - ha affermato Franco Barbato dell'Italia dei Valori - le attività di contrasto alla criminalità sono demandate alle forze dell'ordine, su cui il governo avrebbe dovuto investire, piuttosto che attuare dei tagli disastrosi".

In rivolta anche i sindacati secondo i quali si tratta di una "costosa operazione di facciata". Per Claudio Giardullo del Silp-Cgil "i 62 milioni utilizzati per i soldati sarebbero stati più utilmente impiegati per l'apertura di un commissariato e il potenziamento della stradale".

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