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Silvio Berlusconi a Ballarò: "Angelino Alfano? Il migliore tra i clown"

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Silvio Berlusconi è ospite nello studio di Ballarò, nella puntata che ha visto un Maurizio Crozza d'eccezione proporre proprio l'imitazione del Cavaliere durante la sua copertina. Sorridente e per nulla nervoso, nella sua prima inquadratura Berlusconi appare stranamente più alto del conduttore: il Cavaliere ha sfoderato i suoi proverbiali tacchi o Giovanni Floris è davvero più basso del suo ospite? Sulla rete qualcuno ipotizza che Berlusconi sia antrato in studio in punta di piedi, il mistero resta.

Maurizio Crozza imita Berlusconi a Ballarò: il video

L'intervista parte con un filmato che raccoglie le opinioni del manager Fiat Sergio Marchionne e di Carlo De Benedetti, presidente della Cir, storico nemico del Cavaliere e destinatario del maxirisarcimento per il lodo Mondadori, che parla di "tramonto di Berlusconi": un assist favoloso per il Cavaliere, che ricorda di essere stato vicino ad un "tramonto operoso", visto che ha fondato associazioni benefiche per costruire ospedali per bambini nei Paesi poveri del mondo e che voleva dedicarsi al Milan e al progetto dell'Università della libertà, ma il richiamo della politica è stato troppo forte. "Sono stato a forza richiamato per unire i moderati e sconfiggere la sinistra data per vincitrice" spiega Berlusconi, che non si candida a premier perchè "le cose più importanti", secondo la sua esperienza, "si fanno dal Ministero dell'Economia e dello Sviluppo". E poi, ribadisce, "il premier non ha un ruolo importante". Immediata la domanda di Floris: "Per questo lo lascia ad Alfano?". Ma il leader del Pdl, oltre a lamentare l'ingovernabilità del Paese, recupera abilmente: "Angelino Alfano è il migliore protagonista della politica che c'è in campo, ci sono in giro tanti clown, come quelli che sono stati ospiti qui da lei, che io non assumerei mai in una mia azienda".

Berlusconi, proposta shock: "Imu rimborsata agli italiani in un mese"

Berlusconi difende la sua proposta di restituire l'Imu ai contribuenti, ma Floris gli sottopone una serie di perplessità sulle fonti di finanziamento di un'operazione così imponente: per il Cavaliere la soluzione è "in un accordo tra noi e la Confederazione Svizzera per tassare i capitali cittadini dei italiani nelle banche svizzere". Una manovra da 20 miliardi, che restituirebbe alle casse dello Stato 5 miliardi l'anno, mentre a marzo la terza rata dell'Imu sarebbe anticipata dalla Cassa depositi e prestiti. Insomma, una copertura "a debito", fa notare il conduttore. Berlusconi definisce una "polemica inutile" quella montata sulla restituzione dell'Imu e sostiene che non c'è bisogno di copertura immediata, ma semplicemente di sapere dove andare a prendere i soldi necessari, ad esempio dall'extragettito dell'Imu stessa. E sull'accordo con la Svizzera tira in ballo Tremonti: "Avevamo già sentito Berna, ma il nostro Ministro dell'economia aveva bocciato l'accordo". Poi risponde alle critiche sulla finanziabilità della restituzione dell'Imu raccolte in un servizio del programma: "Sono tutti economisti di sinistra, ha visto che facce che hanno? Aprono la bocca e parlano".

Le promesse di Silvio Berlusconi dal 2001 ad oggi? Non mantenute

Per Berlusconi la ricetta per implementare la diminuzione della pressione fiscale è nel taglio della spesa pubblica: "Aboliremo il finanziamento ai partiti e dimezzeremo gli emolumenti per un totale di 1 miliardo di euro". Dal pubblico arrivano gli applausi, nonostante il conduttore inviti alla calma: "Ma io sono irresistibile caro Floris" ironizza il Cav. Poi c'è l'abolizione dell'Irap, che Berlusconi definisce "imposta rapina", anche questa dalla copertura incerta: Berlusconi parla di vendere immobili dello Stato, ma anche di blocco del turnover nel pubblico impiego e di digitalizzazione della pubblica amministrazione. Alla classica domanda "perchè non lo ha fatto prima?", Berlusconi risponde elencando i vari provvedimenti attuati dal suo precedente governo (dalla lotta alla mafia agli ammortizzatori sociali, passando per l'abolizione dell'Ici), definendoli prioritari rispetto alle contingenze dell'epoca.

Berlusconi si scalda sul finale, quando si parla dei suoi governi crollati a causa delle defezioni della Lega nel '94, poi di Casini e di Fini. Viene fuori il tema della leadership di Berlusconi, su cui Floris avanza dei dubbi visti i tanti "tradimenti" subiti dagli ex alleati: "Su 100 persone non ci sono 100 santi, è la natura degli uomini" chiude Berlusconi. Il conduttore prova a stanarlo con una metafora calcistica, con cui paragona Berlusconi ad un allenatore che porta la propria squadra all'ultimo posto, ma il leader del centrodestra non ci sta ed afferma con forza il suo primato: "Sono stato classificato migliore imprenditore dal dopoguerra ad oggi, da tutte le classifiche" e definisce i suoi predecessori "quei poveracci che hanno governato prima di me...". E stavolta dal pubblico, oltre agli applausi, arriva anche qualche fischio.

In conclusione, il Cavaliere torna ad auspicare che gli italiani concedano il proprio voto solo a grandi partiti in grado di governare, cosi cchè non divengano ostaggio dei piccoli leader e del loro protagonismo: "Le chiacchiere che si fanno qui come in altre trasmissioni sono vuote di significato, se poi ogni partitino guarda all'interesse del proprio leader (...) dobbiamo guardare all'America, con due soli grandi partiti, perchè se andiamo avanti a dare il voto al Giannino di turno non andiamo da nessuna parte". Il tempo è scaduto e Floris saluta il suo ospite: Berlusconi si alza e fa il gesto scherzoso di sferrare un pugno al suo interlocutore, ma poi lo tira a sè per un abbraccio affettuoso. Così, come se si fosse vecchi amici.

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