Excite

Silvio Berlusconi a Hillary Clinton, lo sfogo dopo Wikileaks: "Perchè parlate male di me?"

  • Getty Images

Furono giorni concitati, quelli che seguirono la pubblicazione dei file di Wikileaks sui rapporti tra gli Usa ed altri Paesi del mondo, alleati compresi. Uno dei più indignati per le indiscrezioni filtrate sulla stampa, racconta Hillary Clinton nel suo nuovo libro Hard Choices, fu l’allora presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi, colpito personalmente dalle scottanti rivelazioni venute fuori dalla messa in rete di alcuni cablogrammi riguardanti la più grande potenza occidentale.

Tweet di Hillary Clinton sul nipote in arrivo: la rete si scatena

Il severo giudizio dato dai diplomatici americani nei confronti del premier italiano, criticato per vicende inerenti alla vita privata prima ancora che su questioni politiche, era rimbalzato su giornali e televisioni di tutto il mondo sollevando un grande polverone attorno alla figura del Cavaliere, già indebolito dalle prime tensioni interne alla maggioranza di governo.

Proprio al fine di ottenere un piccolo ma immediato risarcimento per il danno subito, Berlusconi pensò bene di chiedere conforto all’ex First Lady della Casa Bianca, durante un vertice internazionale in Kazakhistan, lamentando la scarsa gratitudine nei suoi confronti da parte di chi forse “non conosceva il suo amore per gli Usa. Il leader dell’esecutivo italiano aveva in effetti sempre vantato un canale privilegiato con gli States, come la stessa Hillary conferma nel libro da poco dato alle stampe, ma gli scenari mondiali evidentemente stavano cambiando, insieme agli equilibri interni all’Italia (non più) berlusconiana.

(Gaffe sui soldi della famiglia Clinton, i media americani commentano le parole di Hillary)

“Perché parlate male di me?” domandò alla signora Clinton uno amareggiato e tutt’altro che rassegnato Silvio Berlusconi a margine della riunione dell’Osce in Asia, provando a chiedere solidarietà sia a livello personale che politico al Segretario di Stato e braccio destro di Barack Obama. Un riconoscimento della reciproca stima in effetti ci fu, racconta Hillary Clinton in un capitolo ad hoc dell’autobiografia, anche se le cronache internazionali degli anni seguenti confermeranno i dubbi sul cambiamento di prospettiva della diplomazia americana rispetto all’alleato chiave dell’Europa mediterranea.

Non è stato l’argomento Berlusconi, in ogni caso, ad aver colpito l’opinione pubblica a stelle e strisce in questi giorni di lancio del libro dell’aspirante capo degli Usa: lo scivolone sui pochi soldi in tasca alla famiglia presidenziale all’indomani dell’abbandono della Casa Bianca, riassunto dalla infelice frase pronunciata all’Abc “eravamo al verde quando ce ne siamo andati”, infatti, ha fatto saltare sulla sedia migliaia di cittadini americani, costringendo la diretta interessata alle immediate scuse per aver indirettamente colpito la sensibilità di chi deve davvero fare i conti con una vita dura, lontano dai riflettori della popolarità e dalle sedi decisionali.

politica.excite.it fa parte del Canale Blogo News - Excite Network Copyright ©1995 - 2017