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Silvio Berlusconi a Pomeriggio Cinque: "Dobbiamo riformare Costituzione e giustizia"

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Silvio Berlusconi l'ha detto ieri a Porta a porta: deve recuperare il tempo perso e riequilibrare lo spazio televisivo monopolizzato dal Pd con le sue primarie, quindi sarà assiduamente in video durante questa campagna elettorale. Ed eccolo apparire di nuovo sul piccolo schermo: nemmeno nei sui tempi migliori era stato in grado di presenziare per quattro giorni consecutivi in quattro programmi diversi. Cambia il format ma la sostanza è la stessa: che sia il monologo di fronte a Barbara D'Urso, la chiacchierata con Del Debbio a Quinta Colonna o l'ospitata da Bruno Vespa, i contenuti che l'ex premier va dispensando in giro per gli studi tv sono sempre gli stessi. A partire dalle sue ossessioni: la sinistra, la giustizia e la Costituzione.

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I suoi scopi sono chiari: evitare che il centrosinistra vinca le elezioni, riformare la macchina della giustizia (ci ha già provato più volte) e modificare la Carta Costituzionale in senso presidenzialista. Sono questi i concetti ribaditi insistenetemente durante il tour mediatico di questi giorni. L'ultima tappa l'ha visto tornare nel programma pomeridiano di Barbara D'Urso. Stavolta ad intervistarlo c'è il direttore di Videonews, la testata giornalistica trasversale a tutte le reti Mediaset, Claudio Brachino.

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La prima domanda, d'obbligo, è sempre la stessa: cosa spinge il Cavaliere a riproporsi per la sesta volta? ""Sono costretto dalla situazione che si è determinata: avevo annunciato il passo indietro per tenere insieme i moderati che dal 1948 ad oggi sono la maggioranza del Paese. Se l'Udc toglie una fetta di moderati allo schieramento il potere va alla sinistra. Coerente con il motivo per cui sono in politica, ho fatto un passo indietro ben felice di farlo per far ricongiungere i moderati. Questo non è successo e allora il mio partito mi ha chiesto di essere il candidato alla presidenza del Consiglio". In questo caso nessun accenno a Mario Monti: il candidato del centrodestra è Berlusconi stesso, almeno per adesso.

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Per nulla pentito delle frasi che gli sono valse l'appellativo di "antieuropeista", Berlusconi grida al complotto internazionale che avrebbe causato la caduta del suo governo un anno fa: "Ho chiamato lo spread un imbroglio e continuo a considerarlo un imbroglio - ha sottolineato, richiamando ancora una volta le responsabilità della Germania - C'è stato certamente un insieme di situazioni su cui occorrerà fare luce: tutto è partito dalla decisione delle banche tedesche di mettere in vendita 8 miliardi di titoli di debito pubblico italiano (...) Si è creata una speculazione che ha portato su una richiesta degli interessi che sono passati dal 4,3% al 6% e qualcosa. Si è combinato uno scandalo, la stampa si è scatenata, si è fatto passare per un disastro un fatto che era assolutamente superabile".

Poi si passa ai punti fondamentali del programma del Pdl: Berlusconi elenca una serie di riforme da fare, non prima però di aver attuato la madre di tutte le riforme, quella costituzionale auspicata da anni. Per avere il potere di modificare l'ordinamento delle nostre istituzionali, spiega Berlusconi, è necessario che l'elettorato non disperda i propri voti: "Gli italiani devono capire che bisogna dare la maggioranza ad un solo partito, che con questa deve cambiare l'assetto istituzionale per realizzare il suo programma. Quando vedo i vari leaderini con i loro programmi non posso fare altro che sorridere, perchè non potranno fare niente. Bisogna prima cambiare la Costituzione e dare più poteri al premier, che non può aspettare i tempi del disegno di legge per governare". Per questo, il primo ostacolo da superare è l'astensionismo: "Se escludiamo i voti al Movimento 5 Stelle, che sono voti di protesta, solo il 30% degli italiani dà un voto ragionevole, così non si va da nessuna parte, anzi si va verso il peggioramento".

Cosa ha in mente Berlusconi per la prossima legislatura? Al primo punto, a ridosso della scadenza dell'Imu, l'ex premier non poteva non confermare l'intenzione di cancellarla: "L'Imu va abolita, la prima casa è sacra e non si tocca, il fondamento su cui costruire il futuro". Altri punti del programma prevedono l'intenzione di abassare le tasse di un punto all'anno riducendo gli sprechi e modificare "il rapporto tra fisco e contribuente, oggi c'è una situazione da Stato di polizia tributaria che non si può tollerare". Poi il nodo giustizia: Berlusconi non molla il vecchio disegno di legge sulle intercettazioni e intende ripristinarlo: "Bisogna modificare lo strumento delle intercettazioni telefoniche, possono restare come strumento investigativo, ma solo per quei reati che prevedono una pena edittale da otto anni in su" (...) non è giusto che le conversazioni dei privati siano rese pubbliche". E poi ancora, la riforma dell'impianto giudiziario con la modifica dei tre gradi di giudizio, perchè è inammissibile "che una persona sia trascinata in tribunale dai giudici anche dopo essere stata dichiarata innocente".

Su invito di Brachino, Berlusocni ricorda quanto realizzato dai suoi precedenti governi, dalla riforma del codice della strada alla legge antifumo, dall'abolizione della leva militare obbligatoria, alle case in Abruzzo per i terremotati, dall'Alitalia al Mose. Anche prendendosi qualche licenza di troppo: "Abbiamo risolto il problema rifiuti a Napoli in 58 giorni, io sono andato via da lì indicando dove fare i termovalorizzatori, poi Provincia e Comune non hanno fatto niente". Poi chiede scusa per i traguardi non raggiunti, ma spiega che aveva le mani legate: "Avevo promesso anche la semplificazione della burocrazie e del sistema fiscale, mi scuso di non avere realizzato una completa rivoluzione liberale, ma ero in buona fede e nemmeno Pico della Mirandola avrebbe potuto fare di più perchè non ci sono gli strumenti".

L'intervista si conclude con un pensiero alle donne, cui Berlusconi rinnova tutto il suo rispetto e la sua stima: "Loro tengono in piedi la famiglia e quindi l'Italia. Ci sono dei problemi sulla parità sul lavoro, solo 51% delle donne italiane lavora contro il 67% in Europa, spesso part-time e con il peso della famiglia sulle spalle. Ho sempre ritenuto che le donne fossero più meritevoli di noi uomini, per questo nel mio governo c'è stato il numero più alto di donne della storia d'Italia. Se avremo la maggioranza faremo leggi per le donne e la famiglia".

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