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Silvio Berlusconi a Porta a Porta: "L'Italia ha bisogno di me". E forse va da Santoro

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Il tour televisivo di Silvio Berlusconi è inarrestabile: il leader del Pdl è già in piena campagna elettorale e gli effetti si vedono. Dopo la telefonata a Mattino 5 in cui ha definito lo spread "un imbroglio", il monologo-show a Domenica Live ospite della D'Urso e l'intervista rilasciata a Paolo Del Debbio per Quinta Colonna, non poteva certo mancare la tappa a Porta a Porta. Nel programma di Bruno Vespa è nato il primo "contratto con gli italiani" e lì Berlusconi prova a convincere l'elettorato, quasi vent'anni e cinque ricandidature dopo, di essere ancora il premier ideale per il Paese.

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Per la terza volta in due giorni il Cavaliere parla in tv e non si risparmia: "Avete bisogno di me e quindi non mi astengo quando sento il dovere di prestare il soccorso a chi ha bisogno", risponde Berlusconi alla domanda di Vespa sulla sua candidatura alla premiership. Fuori il primo dubbio, nessun passo indietro da parte del fondatore del Pdl, a meno che il premier Mario Monti accetti di candidarsi alla guida di una coalizione di moderati con lo stesso Pdl: "Se Monti sciogliesse il dubbio e dicesse di essere disposto a fare il candidato premier di tutti i moderati io farei un passo indietro da candidato premier e sarei felicissimo. Lui avrebbe sotto di sè un Pdl che è sempre stato leale al governo tecnico e non gli ha mai votato contro".

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Berlusconi non si dice preoccupato del consenso in calo del Pdl, gli italiani non sono stanchi di lui e della sua politica: "Lo dimostreranno con il voto adesso. Io ho avuto degli inviti pressanti a non lasciare che la situazione nel Paese che amo degradasse (...) Chi ha del sale in zucca non può tirarsi indietro". E proprio la strategia comunicativa di Berlusconi starebbe facendo risalire il partito nei sondaggi, o almeno il Cavaliere ne è convinto: "Abbiamo recuperato almeno il 4%". Poi getta la maschera e svela il suo piano, annunciando che sarà ancora molto presente in tv per recuperare il tempo perso: "Punto al 40 per cento, ma il mio successo elettorale dipende da quante ore potrò stare in televisione. E poi il Partito Democratico ha avuto 124 ore a Novembre con le primarie, quindi serve un riequilibrio".

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Il Cavaliere parla anche di coalizioni: è certo di avere al suo fianco la Lega Nord, anche se il segretario Maroni ha congelato la scelta fino a venerdì: "Io penso che la Lega sarà assolutamente insieme a noi nel rassemblement dei moderati. Prenderà questa decisione perché il contrario sarebbe un disastro per la Lega e per l'Italia. Non credo che ci possa essere un'altra decisione". Poi c'è la questione dell'election day: il Pdl vorrebbe allungare i tempi di approvazione della Legge di Stabilità, per evitare il voto nel mese di febbraio, decisamente troppo presto per recuperare terreno sugli avversari. Lo conferma Berlusconi a domanda di Vespa: "Questa fretta di andare al voto è una forzatura inutile".

Un Berlusconi a tutto campo, dunque, in questo assaggio pre-natalizio di campagna elettorale: la tournèe mediatica del leader Pdl non si fermerà certo qui. Sembra sempre più probabile che il Cavaliere, in preda ad un'ossessiva corsa a collezionare interviste e comparsate, decida addirittura di calarsi nell'arena di Servizio pubblico di Michele Santoro. Lì non incontrerebbe certo la Barbara D'Urso di turno, nè i vari Vespa e Del Debbio, bensì una schiera di giornalisti pronti a porgli le domande più spinose. Da Travaglio alla Costamagna, fino a lui, Michele Santoro: l'ultimo incontro-scontro tra i due risale ad una telefonata del Cavaliere in diretta durante una memorabile puntata di Raggio Verde nel 2001. Allora lo scontro fu diretto: "Santoro lei è un dipendente del servizio pubblico, si contenga" urlò il Cavaliere. "Io sono un dipendente del Servizio pubblico, non sono un suo dipendente", rispose Santoro. Eppure il giornalista ha confermato i contatti con lo staff dell'ex premier per un'ospitata a Servizio pubblico e l'iniziativa è partita proprio da Berlusconi. L'appuntamento potrebbe essere per gennaio, subito dopo la pausa di Natale.

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