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Silvio Berlusconi a Studio Aperto: "Alleanza destra-sinistra deve continuare"

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Dietro le quinte, ma presenti più che mai sulla scena politica. Dopo le parole di Pierluigi Bersani, che in un'intervista a Il Corriere della Sera lasciava intendere - neppure troppo velatamente - la suggestione di un 'ribaltone', oggi è arrivata la replica a distanza di Silvio Berlusconi, che a Studio Aperto ha definito "un grande risultato" il decreto fare varato ieri dal governo, affermando che è frutto di "un fatto epocale", ovvero "la collaborazione tra destra e sinistra dopo decenni di contrasti", che "io spero possa durare".

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"Sono molto soddisfatto, ho fatto i complimenti ai nostri ministri che si sono battuti per introdurre nel dl le misure che avevamo sostenuto in campagna elettorale", ha dichiarato il Cavaliere, sottolineando la paternità del Pdl rispetto a molti dei provvedimenti adottati, in particolare quelli relativi a Equitalia, i cui poteri di fatto escono molto ridimensionati. "E' un buon inizio, si dovrà continuare su questa strada", ha commentato Berlusconi.

E forte della vittoria ottenuta (e soprattutto rivendicata prontamente), il leader del Popolo della Libertà è tornato alla carica anche su Iva e Imu. "Le risorse per evitare l'aumento dell'Iva si devono trovare", ha detto infatti, affermando che "non è possibile che su 800 miliardi di costo della macchina dello Stato non si possano trovare otto miliardi, quattro per l'Imu e quattro per l'Iva". Berlusconi ha quindi concluso rimarcando come "una commissione istituita dal precedente governo aveva individuato una decina di miliardi di tagli nei sussidi alle imprese".

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Ma se il Cavaliere è palesemente soddisfatto, non altrettanto può dirsi di Roberto Maroni. Il segretario della Lega, infatti, ha detto che "c'è solo una cosa positiva nel decreto, ovvero il finanziamento di risorse per le infrastrutture anche in Lombardia", definendo "il non-pignoramento della prima casa" una cosa "più di bandiera" che altro. Maroni quindi ha attaccato il Pd, dicendo che "ha in mente un governo diverso, un governo con i grillini", mostrandosi decisamente più preoccupato dell'ex alleato storico in merito alla possibilità di un clamoroso sgambetto all'esecutivo da parte del centrosinistra.

Ma a buttare acqua sul fuoco ci ha pensato il grillino Mario Michele Giarrusso, che dopo aver smentito "fermamente" le voci di una sua possibile fuoriuscita dal Movimento 5 Stelle, ha dichiarato: "Mi sembra come nella canzone di Cenerentola: 'I sogni son desideri'. La verità è che c'è chi, come il Pd, sogna un governo come vorrebbe lui e chi, come la Lega di Maroni, vorrebbe tornare ai fasti del passato".

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