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Silvio Berlusconi aggredito a Milano da Massimo Tartaglia, le reazioni

Il premier Silvio Berlusconi, al termine di un comizio a Milano, è stato aggredito da un uomo che, subito identificato, pare essersi salvato dal linciaggio solo perché portato via dalla polizia.

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Si tratta di Massimo Tartaglia, personaggio sconosciuto alle forze dell'ordine che se all'inizio hanno pensato ad un'aggressione di stampo politico, si sono già dovuti ricredere qualche ora dopo l'aggressione: Tartaglia non è infatti legato ad alcun gruppo politico ma è in cura presso uno psicologo da 10 anni, così come confermato dal medico che lo segue.

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Berlusconi è stato colpito al volto con una riproduzione del duomo di Milano scagliata violentemente da Tartaglia che lo ha ferito sul labbro e sulla guancia; subito portato al San Raffaele di Milano, il premier è stato tenuto sotto osservazione per l'intera notte con una prognosi di 20 giorni.

All'aggressore sono state contestate le accuse di lesioni pluriaggravate dalla premeditazione e dalla qualifica di pubblico ufficiale della parte offesa e nelle sue tasche sono sono stati trovati un altro souvenir, un crocifisso e una bomboletta di spray urticante.

Immediate le reazioni della politica che ha solidarizzato con Berlusconi in maniera bipartisan nonostante prese di posizione diverse e più o meno pesanti.

Il capo dello Stato Giorgio Napolitano ha rivolto il "più netto, rinnovato appello perché ogni contrasto politico e istituzionale sia ricondotto entro limiti di responsabile autocontrollo e di civile confronto, prevenendo e stroncando ogni impulso e spirale di violenza".

"Può anche essere il gesto di un matto ma è il clima che preoccupa e il clima è quello del terrorismo", ha invece detto Umberto Bossi.

"Un gesto inqualificabile che va fermamente condannato" ha detto il segretario del Pd Pier Luigi Bersani mentre il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini ha dichiarato: "la violenza anche in politica è intollerabile e lo è tanto di più quando sono in corso manifestazioni pacifiche. Berlusconi ha la nostra solidarietà senza se e senza ma".

"Quando si fanno le manifestazioni non per un partito ma contro una persona e si incita all'odio questo è il risultato. Questo è il frutto della politica dell'odio", ha fatto sapere il ministro della Difesa, Ignazio La Russa.

Polemica per le parole del leader dell'Idv Antonio Di Pietro: "io non voglio che ci si mai violenza, ma Berlusconi con i suoi comportamenti e il suo menefreghismo istiga alla violenza. Io condivido le rimostranze dei cittadini che ogni giorno vedono un premier che tiene bloccato il Parlamento per fare leggi che servono a lui e soltanto a lui, mentre milioni di cittadini perdono il lavoro e faticano ad arrivare a fine mese".

"A proposito dell'azione violenta nei confronti di Berlusconi oggi a Milano, precisiamo che il Popolo Viola respinge qualsiasi azione violenta. Tutte le iniziative proposte ed organizzate dal Popolo Viola sono ispirate ai principi della nonviolenza. Basta pensare alla grande festa del 5 dicembre che ha visto più di un milione di persone sfilare per le strade di Roma e ritrovarsi a Piazza San Giovanni in maniera assolutamente pacifica e nonviolenta": queste le parole dei portavoce del Popolo Viola promotori del No Bday dello scorso 5 dicembre.

E' stato intanto convocato in mattinata un vertice in prefettura a Milano con il ministro dell'interno Maroni, il prefetto e il questore per verificare la questione della sicurezza nel capoluogo.

foto ©Ansa

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