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Silvio Berlusconi alla manifestazione di Palazzo Grazioli: "Sono innocente, non mollo: governo va avanti"

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E' durato 15 minuti l'intervento di Silvio Berlusconi dal palco della manifestazione organizzata in suo sostegno da parte del Pdl in via del Plebiscito a Roma, davanti alla sede della residenza romana del leader. A Palazzo Graziolisono arrivate alcune migliaia di persone per portare solidarietà al leader condannato in Cassazione per il processo Mediaset: da marcia sul Quirinale a corteo verso piazza Santi apostoli a Roma, la protesta annunciata ieri si è poi trasformata in un sit-in dai toni meno aggressivi e senza la presenza dei ministri in quota Pdl.

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Bandiere del Popolo della Libertà ma soprattutto di Forza Italia, simboli entrambi presenti sul palco, cartelli stampati in serie che inneggiano all'amore per la libertà e per Berlusconi, l'Inno di Mameli per cominciare e Meno male che Silvio c'è in chiusura: si è svolta in questo scenario la manifestazione in difesa del condannato Berlusconi, di cui il Cavaliere (prossimamente ex, visto che presto potrebbe essere privato del titolo dopo la condanna) è stato l'unico protagonista.

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Salito sul palco che peraltro non risultava autorizzato dal Campidoglio, come ha fatto sapere una nota ufficiale del Comune, Berlusconi ha ringraziato i suoi sostenitori per l'affetto senza nascondere la difficoltà del momento: "Questa vostra vicinanza e questo vostro affetto mi ripagano di tante pene e di tanti dolori attraverso cui sono passato in questi giorni - ha detto il leader Pdl difendendo la legalità della manifestazione - Non siamo degli irresponsabili perché noi abbiamo detto che il governo deve andare avanti, questa nostra iniziativa non ha nulla di eversivo come ha detto qualcuno".

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Forse è la prima volta che Berlusconi si è mostrato in piazza con volto contrito e senza nascondere una certa commozione. Il tono fermo e deciso, anche quando ha confermato di non voler lasciare la scena ed ha continuato ad attaccare la magistratura politicizzata, ma la malcelata tristezza con cui ha parlato alla folla non è passata inosservata. Si è proclamato estraneo a tutte le accuse Berlusconi, ripentendo il mantra di non aver mai "chiamato al centralino di Mediaset" per non ritrovarsi ad essere "attaccato per il conflitto di interessi", ha ripetuto che "non c'è mai stata una falsa fatturazione" e che ha subìto in questi anni un accanimento giudiziario con ben "41 processi, mai arrivati a sentenza definitiva" (ma non erano 50, come dichiarò nel videomessaggio post-sentenza?): "Ve lo dico uno ad uno guardandovi in faccia come farei con i miei giudici: io sono innocente".

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Nonostante le difficoltà e i timori fondati di rimanere fuori dal Parlamento per sempre, Berlusconi non ha fatto sapere che per lui non è ancora il momento di ritirarsi: "Se un mare di gente è venuto una domenica di agosto con l'asfalto rovente per dimostrarmi stima e affetto, sento il dovere di impegnarmi con ancora più entusiasmo e passione. Voglio farvi una promessa: io sono qui, resto qui e non mollo. Negli anni che ancora mi restano continuerò a combattere la nostra battaglia per la democrazia e la libertà". Nessun accenno alla successione, al passaggio di testimone che molti danno per certo con Marina Berlusconi, nessuna minaccia al futuro del governo, che il leader Pdl ha spiegato "dovrà andare avanti per approvar provvedimenti importanti".

Sono mancati anche i riferimenti alla richiesta di grazia a Napolitano annunciata dai capigruppo Brunetta e Schifani, così come non c'è stato alcun riferimento diretto alla riforma della giustizia, se non nella forma della denigrazione dei magistrati: "La sentenza mi punisce indebitamente. C'è una parte della magistratura che appartiene a una corrente fortemente politicizzata. Secondo loro la democrazia, il popolo, ce l'ha solo se c'è la sinistra al governo. La magistratura ha tentato di buttarmi fuori per 20 anni dalla politica, ora hanno raggiunto il loro traguardo". E poi ancora: "Una magistratura fatta di impiegati statali che hanno fatto un compitino, vincendo un concorso, e che ora sono liberi, indipendenti, irresponsabili perché non subiscono nessun controllo e mettono sotto gli altri poteri dello Stato, quello esecutivo e quello legislativo. E' una condizione che si ritrova solo nei regimi. Non possiamo accettare che ci dicano di non criticare una sentenza, una magistratura che non è potere dello Stato. I poteri dello Stato seguono alle elezioni".

Abbattuto e certamente segnato dall'esito della vicenda giudiziaria, quasi commosso in alcuni punti del discorso e addirittura in lacrime nel rientrare a Palazzo Grazioli, Berlusconi è sembrato sottotono rispetto ai proclami di "guerra civile" degli esponenti del suo partito (che tanta ilarità hanno generato in rete, soprattutto su Twitter). Dal palco sembra quasi aver lanciato un messaggio ad Enrico Letta, che aveva detto avrebbe ascoltato con attenzione le parole della manifestazione di via del Plebiscito: "Abbiamo confermato che il governo deve andare avanti e il Parlamento deve continuare ad approvare i provvedimenti economici e le riforme volute dal governo". Le dimissioni minacciate da parte di parlamentari e senatori sembrano dunque essere state messe da parte.

Al fianco del leader in questo comizio i fedelissimi Daniela Santaché, Michaela Biancofiore, Mariastella Gelmini, Maurizio Gasparri, e i capigruppo Brunetta e Schifani, che domani sono attesi al Colle per chiedere la grazia al Presidente Giorgio Napolitano. Ma l'unico a salire sul palco è stato Berlusconi: i soli sorrisi li ha sfoggiati in chiusura di comizio, quando ha stretto la mano ad alcuni manifestanti, e poi affacciandosi un'ora dopo dalla finestra di Palazzo Grazioli, per l'ultimo saluto ai sostenitori rimasti in strada, mentre alle spalle ha fatto capolino l'inseparabile compagna Francesca Pascale. E dopo un intervento in cui per la prima volta non hanno trovato spazio battute e facili ironie, Berlusconi si lascia andare alla leggerezza affacciato dal balcone: "Che faccio, mi butto?".

Silvio Berlusconi sul palco a Palazzo Grazioli: "Sono innocente"

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