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Silvio Berlusconi: "Chi vota Udc vota Veltroni"

Un voto per l'Udc "è un voto per Veltroni". Silvio Berlusconi è ormai in guerra aperta con Pier Ferdinando Casini, che ribatte ironico: "Consigliamo a Berlusconi di vivere serenamente la nostra crescita politica tra i moderati italiani. Ormai parla solo dell'Udc, distribuendo falsi sondaggi e spiegando che siamo come Veltroni. Lo ringraziamo della pubblicità, ingannevole ma gratuita...".

Continua poi Il Cavaliere, dispensando molte delle sue energie a menare fendenti al partito di Casini. "Molti dirigenti dell'Udc sono passati con noi - garantisce - e molti elettori dell'Udc voteranno per noi". Stesso tono anche dal portavoce di Berlusconi, Paolo Bonaiuti: "Casini pensa sempre di essere al centro dell'attenzione, ma è solo un comprimario, perchè altri sono i protagonisti della politica".

Ma a far tremate il centrodestra in questi giorni non è solo la "mina" Udc. Alcuni recenti sondaggi stanno preoccupando non poco i vertici del Pdl. Il Cavaliere parla di pubblicità ingannevole, questa volta prendendosela con il Pd di Veltroni, che "diffonde sondaggi artefatti e non veritieri, dandoci solo 6 punti di distacco mentre ne abbiamo 10. Noi siamo al 46,4 per cento, loro al 36,4. E l'Udc, che loro danno al 6 per cento, in realtà per noi è al 3,8". La campagna elettorale entra nel vivo e Berlusconi è sempre più convinto di vincere con larga maggioranza. "Quindi - assicura - avremo il dovere di governare senza nessuna grande coalizione, senza nessuna larga intesa".

La campagna elettorale è palesemente entrata nel vivo ed ecco che Berlusconi lancia le sue prime candidature eccellenti: l'ex comandante della Guardia di Finanza, Roberto Speciale, la giornalista Fiamma Nirenstein, l'ex governatrice a Nassirya Barbara Contini, la portavoce del Family day Eugenia Roccella, oltre ad una "pattuglia di valenti imprenditori". L'ex Presidente della Camera si lamenta invece delle discriminazioni delle televisioni nei confronti dell'Udc. "Io faccio la campagna elettorale con la fionda mentre altri hanno i razzi - si rammarica -. Dovrebbero essere elezioni ad armi pari e non lo sono. C'è una sproporzione enorme che va denunciata".

Casini recrimina infine anche sui guastati rapporti con Gianfranco Fini. "L'amicizia con Gianfranco è stata certamente positiva - afferma -, però il suo comportamento mi ha lasciato non solo amareggiato, ma interdetto. Fino a quindici giorni prima di entrare nel Pdl diceva tutt'altre cose". Il leader di An lascia cadere. "Non mi interessa fare polemiche - ribatte - non mi interessa la rivendicazione identitaria fine a se stessa, ma la rivendicazione di identità plurime sui valori occidentali" e su quelli di riferimento "che sono quelli del Ppe".

Fini, dal canto suo, preferisce concentrare le critiche sul programma in 12 punti presentato oggi da Walter Veltroni "che prende impegni su molte cose già realizzate dal centrodestra quando ha governato, come la riduzione del carico fiscale ed i provvedimenti sulla sicurezza". "Il nostro programma non sarà invece un libro dei sogni", torna a garantire il leader di An. Anche Bonaiuti boccia il programma del Pd: "Non c'è niente di niente, se non un pullman e un vestito nuovo".

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