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Silvio Berlusconi condannato: che cosa succede adesso al Cavaliere?

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Condannato a 4 anni (di cui 3 condonati per l'indulto 2006) per il sistema fraudolento dei diritti tv Mediaset e in attesa di conoscere la rideterminazione dell'interdizione, annullata e rinviata in Appello, davanti a Silvio Berlusconi si aprono degli scenari che il Cavaliere forse non ha mai creduto realmente che potessero materializzarsi. Con la sentenza della Corte di Cassazione di ieri, infatti, la vita di Berlusconi è destinata a cambiare in modo radicale.

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Per prima cosa, non appena la Procura metterà in esecuzione la pena principale (ovvero la condanna per frode fiscale), al Cavaliere saranno ritirati sia il passaporto ordinario che quello diplomatico, che possiede in quanto ex premier. La struttura che fa capo al ministro degli Interni Angelino Alfano si occuperà del sequestro del primo, mentre quella che risponde al ministro degli Esteri Emma Bonino del secondo: un atto che avrà inevitabilmente forti ripercussioni su Berlusconi e i suoi interessi, non solo politici, ma anche (soprattutto) economici.

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Dal punto di vista della libertà personale, il Cavaliere ha invece due alternative: la richiesta di assegnazione in prova ai servizi sociali o gli arresti domiciliari. Se dovesse optare per la prima soluzione, possedendo tutti i requisiti necessari (pena inferiore a 18 mesi, domicilio idoneo e mancanza di pericolosità sociale), Berlusconi otterrebbe sicuramente l'approvazione della domanda, con un iter che può durare da pochi mesi a un anno, mentre se scegliesse di rifiutare questa opportunità per lui scatterebbero i domiciliari. Niente prigione, perché non solo è ultrasettantenne, ma anche per il precedente del direttore de Il Giornale Alessandro Sallusti: dopo la sentenza nei suoi confronti, infatti, il procuratore Edmondo Bruti Liberati ha interpretato una norma della cosiddetta svuotacarceri Alfano-Severino in modo da assegnare al domicilio coatto anche i condannati a pene inferiori a 18 mesi che non fanno richiesta di misure di detenzione alternative.

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Per quanto riguarda le tempistiche, ogni azione limitativa della libertà personale del Cavaliere dipende dalla durata dell'iter tecnico per la comunicazione, il recepimento e l'attuazione della pena principale, in questo caso anche considerando la pausa estiva dei Tribunali. Dunque, la cancelleria della Cassazione invierà nell'arco di pochi giorni l'estratto della sentenza alla Procura di Milano ed essa emetterà l'ordine di esecuzione della pena e contemporaneamente l'ordine di sospensione per 30 giorni, previsto dalla Legge Simeone-Saraceni del 1998 proprio per permettere al condannato di scegliere tra servizi sociali e affidamento. Tuttavia, poiché i Tribunali saranno di nuovo operativi a partire dal 15 settembre, ogni valutazione slitta al 15 di ottobre.

In mezzo a tutto ciò, poi, si gioca la partita della politica, con in ballo la possibilità di candidarsi a nuove eventuali elezioni e la carica di Senatore. In entrambi i casi, il decreto legislativo 31 dicembre 2012 del governo Monti mette Berlusconi letteralmente con le spalle al muro. In base all'articolo 1 di detto testo unico, infatti, "non possono essere candidati e non possono comunque ricoprire la carica di deputato e di senatore coloro che hanno riportato condanne definitive a pene superiori a 2 anni di reclusione, per delitti non colposi, consumati o tentati, per i quali sia prevista la pena della reclusione non inferiore nel massimo a 4 anni". Tale incandidabilità vale a prescindere dal'interdizione e "non è inferiore a 6 anni" a partire "dalla data del passaggio in giudicato della sentenza", ovvero da ieri. Dunque, in parole povere, in caso di elezioni Silvio Berlusconi non potrà candidarsi.

Per ciò che concerne invece la carica di Senatore, il decreto legislativo di Monti sancisce che "ciascuna Camera giudica dei titoli di ammissione dei suoi componenti e delle cause sopraggiunte di ineleggibilità e di incompatibilità": quindi la parola passa a Camera e Senato, con l'altissima probabilità di una vera e propria guerra sul voto per decidere le sorti del Cavaliere, appena la Procura comunicherà la condanna all'Assemblea. Anche qui vale la data del 15 di ottobre, a decorrere dalla quale la Giunta per le Immunità ha 30 giorni per stabilire il decadimento o meno di Berlusconi da parlamentare, mentre il Senato - che vota a scrutinio segreto - non ha limiti di tempo per la presa d'atto della condanna oppure no.


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