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Silvio Berlusconi contro i pm: 'Devono essere puniti'

Le critiche del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi nei confronti della magistratura non sono mai mancate, ora meno che mai. Coinvolto in pieno dal 'caso Ruby' il premier ha attaccato i pm e ha detto: 'Devono essere puniti'.

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In un messaggio video ai Promotori della Libertà sul caso Ruby, il premier ha detto: 'I magistrati cercano di sovvertire il voto popolare'. Berlusconi ha affermato che è stata messa in atto 'un'operazione degna della lotta contro la mafia e la camorra', sottolineando che nel corso dell'inchiesta sono state commesse 'violazioni di legge incredibili che vanno contro i più elementari principi costituzionali'. Il presidente del Consiglio ha affermato: 'Vorrei andare subito dai giudici, ma non posso presentarmi da giudici che non hanno competenza né funzionale né territoriale. I pm di Milano non sono legittimati ad indagare'.

Secondo quanto affermato dal premier, nei confronti delle ragazze sue ospiti sono state compiute perquisizioni 'con il più totale disprezzo della dignità della loro persona e della loro intimità. Sono state maltrattate, sbeffeggiate, costrette a spogliarsi, perquisite corporalmente, fotografati tutti i vestiti, sequestrati tutti i soldi, le carte di credito, i gioielli, i telefoni e i computer. Sono state portate in questura, alcune senza neppure poter chiamare un avvocato e tenute lì dalle otto di mattina fino alle otto di sera senza mangiare e senza poter avere alcun contatto con l'esterno. Trattate, dunque, come criminali in una pericolosa operazione antimafia. Una procedura irrituale e violenta indegna di uno stato di diritto che non può rimanere senza una adeguata punizione'.

Ed ecco che spunta la parola 'punizione'. Nel testo diffuso dal sito dei Promotori della Libertà, al posto del termine 'punizione' c'è il termine 'reazione', ma evidentemente Berlusconi ha poi deciso di utilizzare una parola ben più forte e ben più pesante.

Berlusconi ha poi affermato: 'Ho avuto finalmente modo di leggere le 389 pagine dell'ultima vera e propria persecuzione giudiziaria, la ventottesima in 17 anni, che la Procura di Milano mi ha notificato con grande e voluto clamore nei giorni scorsi. La mia casa di Arcore è stata sottoposta a un continuo monitoraggio che dura dal gennaio del 2010 per controllare tutte le persone che entravano e uscivano e per quanto tempo vi rimanevano'. Sottolineando: 'Questo comportamento è gravissimo anche per il comune cittadino perché gli toglie qualsiasi possibilità di privacy. Tutto questo potrebbe capitare a chiunque di voi'.

Nel suo messaggio il premier ha parlato anche della giovane marocchina Karima 'Ruby' El Mahroug, anche detta Ruby Rubacuori. 'Mi si contestano rapporti sessuali con una ragazza minore di 18 anni - ha detto Berlusconi - Questa ragazza ha dichiarato agli avvocati e mille volte a tutti i giornali italiani e stranieri che mai e poi mai ha avuto rapporti sessuali con me e che si era presentata, creduta da tutti come risulta da numerosissime testimonianze, come una egiziana ventiquattrenne, inoltre sia lei sia il suo avvocato hanno radicalmente smentito di aver richiesto o ricevuto offerte di denaro. E vi leggo quello che ha detto la stessa Ruby in una dichiarazione firmata e autenticata dai suoi avvocati: 'Non ho mai avuto alcun tipo di rapporto sessuale con l'onorevole Silvio Berlusconi. Nessuno, né l'onorevole Berlusconi né altre persone, mi ha mai prospettato la possibilità di ottenere denari o altre utilità in cambio di una disponibilità ad avere rapporti di carattere sessuale con l'on. Silvio Berlusconi. Posso aggiungere che, invece, ho ricevuto da lui, come forma di aiuto, vista la mia particolare situazione di difficoltà, una somma di denaro. Quando ho conosciuto l'on. Berlusconi, gli ho illustrato la mia condizione personale e famigliare nei seguenti termini: gli ho detto di avere 24 anni, di essere di nazionalità egiziana (non marocchina), di essere originaria di una famiglia di alto livello sociale, in particolare di essere figlia di una nota cantante egiziana. Gli ho detto anche di trovarmi in difficoltà per essere stata ripudiata dalla mia famiglia di origine dopo che mi ero convertita al cattolicesimo'. Ecco perché vorrei fare il processo subito, con queste prove inconfutabili, ma con giudici super partes e non con pm che vogliono utilizzare questa vicenda come strumento di lotta politica'.

Concludendo il suo messaggio il presidente del Consiglio ha affermato: 'Non c'è stata nessuna concussione, non c'è stata nessuna induzione alla prostituzione, meno che meno di minorenni. Non c'è stato nulla di cui mi debba vergognare. C'è solo un attacco gravissimo di alcuni pubblici ministeri che hanno calpestato le leggi a fini politici con grande risonanza mediatica. Io sono sereno, state sereni anche voi perché la verità vince sempre. Il Governo continuerà a lavorare e il Parlamento farà le riforme necessarie per garantire che qualche magistrato non possa più cercare di far fuori illegittimamente chi è stato eletto dai cittadini'.

Come è facile immaginare, le parole di Berlusconi, in particolare nel passaggio in cui ha parlato di 'punizione' nei confronti dei magistrati che stanno portando avanti le indagini sul caso Ruby, hanno scatenato la reazione dell'opposizione. Il presidente del gruppo del Pd al Senato Anna Finocchiaro ha detto: 'E' davvero grottesco che invece di preoccuparsi per come umilia con i suoi comportamenti l'Italia, Berlusconi non trovi di meglio che attaccare in maniera eversiva, minacciando ritorsioni e dicendo ennesime bugie, le istituzioni del nostro Paese. Dovrebbe vergognarsi'. Il leader dell'Udc Pierferdinando Casini ha parlato di una 'dichiarazione di guerra' e ha consigliato al premier di controllarsi. Alle parole del presidente del Consiglio ha replicato anche l'Associazione nazionale magistrati. I vertici dell'Anm, Luca Palamara e Giuseppe Cascini, hanno affermato: 'I magistrati svolgono il loro difficile compito con serietà e rigore, nel pieno rispetto delle norme processuali e dei diritti delle persone coinvolte, con l'unico scopo di accertare i fatti. Gli inaccettabili attacchi nei confronti dei magistrati da parte di esponenti politici non giovano né alla serenità delle istituzioni né all'accertamento della verità'.

 (foto © LaPresse)

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